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		<title>Benvenuti nel  Blog di IW2BSF  -  Rodolfo Parisio</title>
		<link>http://www.elio.org/public/index.php</link>
		<description><![CDATA[Copyright ©  Rodolfo Parisio]]></description>
		<copyright>Copyright 2012, Rudy</copyright>
		<managingEditor>Rudy</managingEditor>
		<language>it-IT</language>
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			<title>RIPARAZIONE DECODER DTT  - TELESYSTEM  TS6290</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry111114-130443</link>
			<description><![CDATA[<b>SINTOMI</b><br /><br />Alcune settimane fa’ accendevo il Tv e immagine era tutta sfuocata e con colori poco<br />vivaci, pensavo a un problema al televisore, ma visto che poi dopo alcuni secondi<br />tutto tornava a posto, ho lasciato perdere.<br /><br />Mentre  questa settiamana succedeva che accendendo o cambiano i numeri sul<br />Display o  si spegneva proprio da solo (display tutto nero!) , ma bastava togliere<br />La spina dal 220 Volt e rimetterla che ripartiva e tutto poi funzionava bene !<br /><br />Pensavo che magari fosse da RESETTARE alla configurazione di fabbrica (qualche<br />Spike che sporcava la memoria) ma anche qui non volevo farlo per poi dover <br />Riprogrammare TUTTI i canali, voglia zero !<br /><br />Finche’ arriva oggi e proprio non si accende piu, quindi decido di aprirlo.<br /><br /><br /><br /><br /><b>DESCRIZIONE E SCHEMA</b><br /><br />ICE 3B0365 e’ un integrato 8 PIN della tedesca Infineon (ex Siemens).<br /><br />E’ un Off-Line SMPS Current Mode Controller con Integrato un  650V Startup Cell/Depletion <br />CoolMOS. Il Mosfet di Potenza e’ all’interno del chip !<br /><br />E’ un 22 watt per piccolo applicazioni.<br /><br /><br />Ecco lo schema elettrico:<br /><br /><br /><img src="images/A1.jpg" width="512" height="259" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br />Da controllare comunque SEMPRE i due elettrolitici segnati in BLU con A e B che sono<br />Sul 220 volt, ma visto che io lo stacco SEMPRE , quando non lo uso non e’ mai connesso<br />Alla rete ! sullo schema sono C 11.<br /><br /><br />Mentre nel mio caso, si sentiva un fioco rumore dello switching ma NON partiva, e infatti<br />Si vedeva chiaramante elettrolitico piu grosso da 2.200 MF con il coperchio rigonfiato !<br /><br />Ecco il problema !  <br /><br /><br /><br /><img src="images/A2.jpg" width="512" height="348" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br /><br />Sost. sia quello che il suo vicino da 1.000 MF entrambi da SOLI  10  VOLT con uguali<br />Ma da 25 volt .<br /><br /><br />Verifico le tensioni che ora sono perfette qui:<br /><br /><br /><img src="images/A3.jpg" width="376" height="401" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Qui si puo’ vedere chiaramente dove agire , dove sono i vari componenti da verificare<br />E sostituire e dove PROVARE le due tensioni , il 12 volt e il 5 volt.<br /><br /><br /><img src="images/A4.jpg" width="504" height="468" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Notare le differenze qui al posto di C11 dello schema usano 2 elettrolitici sul 220 volt,<br />e invece di un SOLO diodo in uscita usano un doppio diodo shottky da 20 ampere<br />siglato 2B2060 , quindi uscita e’ diversa dallo schema sopra !<br /><br />Ipotizzo che da trasformatore ci sono 3 uscite con le due laterali che vanno a uno dei<br />Due diodi per poi unirsi per formare il POSITIVO e essere collegate ai due condensatori<br />Incriminati siglati in ROSSO da me con 1 e 2 .<br /><br />La MASSA la prendete dal dissipatore del suddetto diodo che e’ appunto messa sul GND !<br /><br /><br />Sostituiti quindi i 2 elettrolitici, do tensione e WOW riprende a funzionare subito.<br /><br />Ecco la foto dopo la riparazione:<br /><br /><br /><img src="images/A5.jpg" width="512" height="279" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Spero di essere utile a qualcuno, e’ davvero un ottimo decoder e mi spiaceva buttarlo via!<br /><b><br />Se Vi e’ stato utile, magari un ringraziamento per aiuto mi farebbe piacere .</b><br /><br />73 de IW2BSF<br /><br />]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 12:04:43 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.elio.org/public/comments.php?y=11&amp;m=11&amp;entry=entry111114-130443</comments>
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			<title>La  E.R.E.  e i  primi  RTX RADIOAMATORIALI  ITALIANI</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry110713-131545</link>
			<description><![CDATA[Chi non si ricorda  la famosa linea valvolare “<b>stile” Geloso</b> con RX e TX valvolari<br />affiancati ? Seguiti e riparati da uno dei titolari ,Oreste I2TAO.<br /><br />Chi non ricorda ai tempi la pubblicita’ su Radio Rivista o sulle altre famose testate?<br />curata a livello amministrativo (e al telefono) dal “Gogo’” Beretta, radioamatore <br />anche lui e che ai tempi era uno dei tre titolari.<br /><br /><img src="images/radio_rivista.jpg" width="221" height="309" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Poi inizio’ l’era dello stato solido con il piccolo RTX da mobile a 12 volt il <b>MOBIL 5.</b><br /><br />Con il VFO che nei primi minuti slittava come un matto e bisognava attendere un<br />po’ finche andasse in temperatura e si stabilizzasse. Pensate che per quei tempi si<br />utilizzavano gia’ i Mos-Fet dual gate!<br /><br /><br /><br /><img src="images/mobil5.jpg" width="323" height="193" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Piccolo e compatto con vfo variabile da 144 a 146 MHz sia in FM ma anche in AM !<br />Dall’ estetica molto spartana e le manopole argentate da cappa aspirante da cucina,<br />piu’ avanti venne sostituito dal piu accattivante esteticamente <b>MOBIL 10.</b><br /><br /><br /><img src="images/schema_mobil-5.jpg" width="512" height="307" border="0" alt="" /><br /><br />Poi il mitico <b>SHAK TWO </b>stupendo e sempre da mobile a 12 volt ma con la possibilita’<br />di affiancarlo al suo alimentatore con altoparlante con estetica simile a mo’ di linea HF,<br />anche se era un RTX per i 2 metri.<br /><br /><br /><img src="images/shack_two.jpg" width="241" height="167" border="0" alt="" /><br /><br />Arriviamo alla fine anni ’70 dove vede la luce il primo RTX HF allo stato solido<br />tutto italiano, sempre da mobile ma con possibilita’ anche<br />lui di alimentatore con estetica simile, il favoloso e compatto HF-200 !<br /><br />Nato come tutti gli altri apparati dall’ ingegno di Pepi I2VEP ,per epoca dava molta<br />distanza ai vari apparati “commerciali” giapponesi tipo Yaesu, Icom ecc. per le<br />molte sue innovative soluzione tecniche.<br /><br />Apparato che ho visto nascere e assemblare anche io nello stanzone della “mitica”<br />Villetta in via garibaldi a Stradella, prima che poi si spostassero nel capannone<br />nella periferia nord-ovest sempre a Stradella e passare ai moduli digitali e abbando-<br />nare il settore RTX amatoriali. Ha collaborato in quel periodo per alcuni anni<br />anche il grande Moon-Bouncher  I2FAK  “Facchino”.<br /><br /><br />Moltissime le peculiarita’ nel <b>HF-200,</b> tipo i mitici filtri (e costosissimi!) KVG in media<br />Frequenza( chi non li ricorda erano la Rolls Royce dei filtri a quarzo), Mixer a diodi <br />Schottky (altra novita’ per i tempi), Noise Blanker, ben 100 watt in antenna con<br />potenza TX regolabile in continuita’ !<br /><br />VFO finalmente stabilizzato in maniera digitale, lettura della frequenza tramite<br />Display a led rossi e un innovativo per epoca sistema di sintonia digitale.<br /><br /><img src="images/hf-200.jpg" width="402" height="540" border="0" alt="" /><br /><br /><br />La sintonia per la prima volta avveniva esternamente con la solita manopola ma<br />che agiva meccanicamente non sul solito condensatore variabile dei tempi che<br />furono o su un potenziometro che poi variava la tensione ai diodi varicap, ma<br />pensate su due microswitch che poi digitalmente permettevano di variare in<br />modo continuo la frequenza dell’apparato…geniale vero ?<br /><br /><br /><b>Ho partecipato all’avventura del HF-200 negli anni dal 1977 al 1979 disegnando tutti gli schemi elettrici dello stesso.</b><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 11:15:45 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.elio.org/public/comments.php?y=11&amp;m=07&amp;entry=entry110713-131545</comments>
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			<title>IW2BSF  su Wikypedia</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry100926-220838</link>
			<description><![CDATA[<img src="images/MIR_n.jpg" width="512" height="310" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Collegamento Packet radio e Fonia con R0MIR<br /><br /><br />Fondato e Presidente MFC  (Mir Fan Club)<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
			<category></category>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 20:08:38 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.elio.org/public/comments.php?y=10&amp;m=09&amp;entry=entry100926-220838</comments>
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			<title>RIPARAZIONE TASTI TELECOMANDO TV</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry100922-190358</link>
			<description><![CDATA[le principali 2 cause del malfunzionamento dei tasti dei telcomandi TV, VCR, DVD e altro,<br />sono:<br /><br /><br />- Tasto sulla membrana in gomma che non fa&#039; piu&#039; contatto (minor spessore) o non usurato.<br /><br />- Pasta conduttiva (in genere nera) sul circuito stampato del telecomando (verde o marrone)<br />usurato o interrotta.<br /><br />Come procedere:<br /><br />Per la Tastiera in gomma procurarsi un vecchio telecomando da buttare, tagliare un gommino<br />rotondo centrale (che e&#039; quello che conduce e fa&#039; contatto!) e incollarlo sulla tastiera con Attak!<br /><br /><br /><img src="images/foto_1.jpg" width="390" height="296" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br /><br />Mentre se il problema risiede sul circuito stampato, bisogna munirsi di una discreta<br />manualita&#039;.<br /><br /><br /><b>L’Ideale sarebbe recuperare la famosa vernicetta conduttiva, ma di difficile reperibilita’<br />e che richiede un piccolissimo pennellino e un’ottima manualita’ !</b><br /><br /><br />Occorre:<br /><br />- Saldatore max. 20-30 watt e punta molto fine<br /><br />- Un pezzettino di filo elettrico molto sottile<br /><br /><br /><br />Come si procede:<br /><br />- Delicatamente con un caccivite a lama o forbicina far apparire le 2 piste che arrivano<br />al tasto (in genere sono in vernice verde o blu) in modo che appaiano color rame o<br />argento.<br /><br />- saldare sulle 2 piste opportunamente PRIMA stagnate, 2 pezzettini di filo sottile.<br />Curvare i suddetti 2 fili (vedi foto sotto) in modo che creino 2 contatti equidistanti<br />facendo molta cura che non si tocchino e/o facciano cortocircuito tra loro!<br /><br /><br /><br />Ecco invece come riparare il problema sul circuito stampato:<br /><br /><br /><br /><img src="images/foto_2.jpg" width="390" height="298" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br />Per verificare che tutto sia perfettamente funzionante,con il solito TRUCCO della<br /><br />fotocamera del cellulare, inquadrare il led IR e se premendo il tasto sul cellulare<br />si vede illuminare il led ir allora il tutto e&#039; stato eseguito correttamente!<br /><br /><br /><br /><br />(c)IW2BSF RodolfParisio                                                                     2010<br /><br />]]></description>
			<category></category>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 17:03:58 GMT</pubDate>
			<comments>http://www.elio.org/public/comments.php?y=10&amp;m=09&amp;entry=entry100922-190358</comments>
		</item>
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			<title>RIPARAZIONE ALIMENTATORI SWITCHING TV - PC - CELL. - RTX</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry100921-131541</link>
			<description><![CDATA[Per la verifica e eventuale riparazione di un classico switching ( in<br />questo caso alimenta il decoder DTT della tele system) ma ormai omnipresenti<br />ovunque, dai caricatori dei cellulari, alimentatori dei computer sia portatili che<br />fissi ai nuovi TV LCD ai lettori dvd e appunto decoder vari.<br /><br /><br /><b>TEORIA E FUNZIONAMENTO</b><br /><br /><br />Normalmente sono tutti del tipo FLYBACK.<br /><br />I sistemi flyback sono molto impiegati nei monitor e nelle televisioni, ove si impiegano circuiti <br />integrati  studiati appositamente.<br /><br /><img src="images/1a1.jpg" width="460" height="340" border="0" alt="" /><br /><br /><br />C&#039;è un  filtro (ma spesso no), un raddrizzatore, un condensatore da piu’ di<br />300V, un transistor switch bjt o mos che va in autoscillazione grazie ad una<br />rete rlc o rc, una rete di snubber, 2 induttori accoppiati (chiamato anche<br />&quot;trasformatore&quot; in gergo), un diodo fast o due, un condensatore da 105 gradi<br />elettrolitico .<br /><br />Nelle versioni meno grezze ci sono 3 induttori accoppiati, l&#039;uscita è<br />regolata da uno integrato shunt che comanda tramite un optoisolatore un<br />integrato controllore che controlla assorbimento, oscillazioni, dutycicle.<br />Integrato a sua volta alimentato da un diodo e un condensatore collegati al<br />terzo induttore.<br /><br />In altre versioni c&#039;è un integrato anonimo cha fa sia da oscillatore, che da<br />controllore che da transistor.<br /><br /><br />Quindi in totale possiamo trovare in commercio TRE differenti versioni.<br /><br /><br /><br />Molto spesso sono la banale copia dello schema di applicazione tipica del <br />circuito integrato montato all&#039; interno!<br /><br />Nei TV della  LG c&#039;è l&#039; integrato VIP er20, della nostra italiana  ST Micro Electronics.<br /><br /><br /><br /><b>Funzionamento: </b><br /><br /><br /><img src="images/3a3.jpg" width="295" height="202" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Quando il transistor va ON, la corrente scorre sul primario e si immagazzina energia nel <br />campo magnetico del trasformatore. Quando il transistor si spegne, il trasformatore tenta<br />di mantenere il flusso di corrente, quindi la tensione ai capi della bobina del primario si inverte in<br />segno, generando un impulso di tensione detto “back-EMF flyback”. Questo impulso viene<br />trasferito sul secondario, dove il diodo andrà in conduzione durante questo impulso alimentando il<br />carico e caricando il condensatore d’uscita. La tensione che si ottiene in uscita ha un valore che<br />dipende sia dal rapporto di spire tra primario e secondario, che dall’induttanza del primario, che dal<br />duty-cycle applicato al transistor. <br /><br />I progettisti hanno il loro impegno nell’ottenere la configurazione migliore ai fini del funzionamento <br />e del rendimento. <br /><br />A seconda della frequenza di funzionamento pochi o molti kHz variera’ a parita’ di AMPERE<br />Erogati la dimensione  “fisica” e di ingombro totale del alimentatore !!!<br /><br /><br /><br /><b>ALCUNE NOTE SU VARI ASPETTI DEGLI ALIMENTATORI SWITCHING</b><br /><br /><br /><br /><img src="images/2a2.jpg" width="500" height="313" border="0" alt="" /><br /><br /><br />1: per ridurre al minimo le perdite nel raddrizzamento della tensione alternata che si presenta<br />sul secondario, si usano diodi Schottky oppure, meglio ancora ove la situazione sia più estrema, i<br />diodi vengono sostituiti con dei MOSFET che vengono messi in conduzione o interdizione negli<br />istanti opportuni, pilotati da un circuito di controllo dedicato.<br /><br />2: le frequenze usate nei convertitori switching sono dell’ordine di decine/centinaia di<br />kilohertz, in quanto a tali frequenze diviene utilizzabile la ferrite come nucleo dei trasformatori /<br />induttanze, le quali a loro volte saranno più piccole che non se si usassero frequenze di qualche<br />decina di hertz.<br /><br />3: esistono anche gli alimentatori basati sul concetto di ZCS, zero-current-switching, in cui il<br />transistor commuta in condizioni di assenza di corrente in esso. <br /><br />4: per controllare che la tensione d’uscita rimanga costante, si impiega di solito un<br />fotoaccoppiatore il cui diodo emettitore è acceso dalla tensione d’uscita, e il cui fototransistore va a<br />fornire la tensione di riferimento al piedino dedicato dell’integrato di controllo. Da notare che in<br />caso di alimentatore multitensione, solo la tensione più importante viene monitorata, mentre le altre<br />si presume che vadano bene....in quanto va bene la principale ! Negli alimentatori per computer ad<br />esempio si controlla e stabilizza la tensione di 5 volt, mentre i + e – 12 non sono stabilizzati: se li<br />misurerete, troverete sempre valori piuttosto “sballati”... da 11.6 a 12.5 volt.<br /><br /><br />5: gli alimentatori switching si prestano ad essere collegati in parallelo “brutale” purché le<br />tensioni in uscita siano regolate (di solito c’è un trimmer) perfettamente uguali.<br /><br />6: alcuni alimentatori switching non lavorano se non hanno un carico minimo collegato<br />all’uscita. Ciò perché senza carico, la tensione raggiunge subito il picco massimo e i circuiti di<br />protezione da sovratensione intervengono bloccando il funzionamento. Spesso i costruttori<br />inseriscono una resistenza sull’uscita, che funge da carico minimo facendo restare in funzione<br />l’alimentatore anche senza carico esterno.<br /><br /><br /><br />Ecco perche’ alcune volte provando con il tester in uscita NON c’e alcuna tensione ma <br /><br />Alimentatore switching funziona !<br /><br /><br /><b>Ecco passo-passo come procedere alla riparazione:</b><br /><br /><br /><img src="images/4a4.jpg" width="400" height="373" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br /><br />-	verifica della continuita’ del fusibile o mini-fusibile in    <br />        SMD (ohm x 1)<br /><br />-	verifica diodi ingresso ( o ponte di Greatz) se presente il <br />        220 V  in alternata<br /><br />-	verifica uscita dai diodi raddrizzata ( 290 V o ? )<br /><br />-	verifica 2 elettrolitici sul 220V (2 “C” in rosso) o <br />        altrimenti loro sostituzione.<br /><br />-	Verifica TUTTE le resistenze (siglate con “R”)  in ohm x 1<br /><br />-	Sost. 2 Elettrolitici in uscita (siglati con “C” in blu)<br /><br />         Verifica  Optoisolatore  isolatore  <br /><br />-	Verifica  mini IC  (o a seconda dei casi diodo Zener )  <br /><br />      -     Verifica MOSFET  <br /><br /><br />NOTA BENE: Ovviamente lavorare e testare con la spina NON collegata al 220V !<br />                       Tranne nel SOLO caso della prova ingresso e uscita diodi !!!<br /><br /><br /><br /><br /><b>CONSIGLI</b><br /><br /><br />Da quello che ho notato  (e succede MOLTO spesso!) è che in questi decoder si <br />rompono e/o vanno in perdita facilmente i condensatori dello switching post-trasformatore,<br />in questo caso i 2 in basso a destra (con la C in blu). Si possono notare rigonfiamenti o <br />fuoriuscite di liquido. Magari sostituendoli con altri a basso ESR e magari mettendoci in <br />parallelo un poliestere da qualche centinaia di nF che si prenda cura delle alte frequenze <br />non gestite dall&#039;elettrolitico il decoder riparte.<br /><br /><br />L&#039;alimentatore ha in genere  il solito &quot;trasformatore&quot; flyback. <br /><br />In questo tipo di alimentatori, si ricavano tramite avvolgimenti o spire intermedie, anche 4-5 o <br />più tensioni. (specie negli alimentatori dei PC).<br /><br />Perchè avvenga la regolazione è necessario un feedback in tensione. <br /><br />Se il sovraccarico avviene proprio sulla tensione di feedback, il controllore switch, non &quot;vede&quot; <br />la tensione di regolazione, come risposta a questa situazione allunga la durata del duty del PWM, <br />che nulla potendo fare sulle tensioni in corto (o in sovraccarico), alza tutte le altre. <br /><br />Da qui il comportamento che si alzano le altre TENSIONI in uscita !<br /><br /><br />In genere risolutivo e semplice: cambiare tutti elettrolitici !!!<br /><br /><br />Mentre se calano o spariscono una o piu’ TENSIONI in uscita:<br /><br />Potrebbero essere difettosi o il diodo o il condensatore<br />elettrolitico dopo i diodi che alimentano le varie linee (12,5 e 3 volt).<br /><br /><br />Provare  a staccare l&#039;uscita dalla linea della tensione che manca o si <br />abbassa, se non cambia o cambia poco, provare a riattaccare le<br />altre uscite  e vedere la differenza; probabilmente una delle due<br />linee e&#039; retroazionata e il driver principale, non vedendola al giusto<br />livello perche&#039; la linea e&#039; in corto parziale o comunque troppo bassa,<br />tenta di compensare aumentando la frequenza di commutazione o<br />l&#039;ampiezza, ma non ci riesce, e invece a causa di questo aumento si<br />alzano le altre. <br /><br />Se staccando (per esempio) il 5V le altre tensioni sono giuste, significa <br />che sulla linea dei 5V, a valle  c&#039;e&#039; qualcosa di difettoso.<br /><br /><br /><br /><b>CASISTICA GUASTI ALIMENTATORI SWITCHING</b><br /><br /><br />NOTA BENE: Anche il difetto più strano per il 90% dei casi è riconducibile ai capacitori.<br /><br />Il loro nemico è funzionare al calore. Tale situazione è presente nella totalità degli switch,<br />che per ingombri e funzionalità si trovano in angoli non ventilati e vicinissimi a sorgenti di<br />calore.<br /><br />Si deteriorano perciò sia quelli di ingresso che quelli di uscita.<br /><br />Talvolta presentano una capacità così bassa (per il deterioramento nel tempo) che il ripple<br />elevato fa NON funzionare piu lo switching.<br /><br /><br />Si consiglia vivamente di usare il tipo a 105°C di temperatura di lavoro.<br /><br /><br /><br />NON SI ACCENDE:<br /><br />Se l&#039;alimentatore non parte di solito sono quelli di ingresso.<br /><br /><br />CORRENTE O TENSIONE USCITA BASSE:<br /><br />Se la corrente è bassa o la tensione è bassa, sono quelli di uscita.<br /><br /><br /><br /><br /><b>ALTRI POSSIBILI GUASTI:</b><br /><br /><br />I MOSFET (siglati TR1 o Q1) difficilmente saltano, ma per provare il circuito in maniera <br />dinamica, inserire una lampada da 220V/60W in serie all&#039;alimentazione primaria (sul 220v).<br /><br />Si evita il botto e contemporaneamente dall&#039;accensione della lampada si capisce come è messo l&#039;alimentatore. In un alimentatore OK la lampada tende ad accendersi nella fase di in-rush dopo <br />di che o si spegne completamente o al limite presenta una minima luminescenza, che aumenta all&#039;aumentare del carico di uscita.<br /><br /><br /><img src="images/mosfet2.jpg" width="140" height="250" border="0" alt="" /><br /><br /><br />Il Gate e’ connesso all’Optoisolatore o al Modulo PWM, mentre il Source in genere a massa<br />o tramite una resistenza a massa, e infine il Drain collegato al primario del trasformatore <br />principale.<br /><br />I mosfet, generalmente, o vanno in corto tra drain (D) e (S) source (anche con il gate) oppure<br />presentano un assorbimento di gate. Se ne accorge perche la resistenza di gate (se presente) fa abbassare l&#039;ampiezza del segnale di pilotaggio. <br /><br />In un mosfet FUNZIONANTE, sul gate non circola corrente quindi il segnale prima e dopo<br />la resistenza è uguale (salvo il comportamento capacitivo del gate --&gt; RC).<br /><br /><br /><br />Un altro possibile guasto è il fusibile (del tipo cilindrico) di solito si mimetizza insieme<br />agli elettrolitici.<br /><br /> Il filtro di modo comune (che si interrompe in caso di sovratensione).<br /><br /> I 4 diodi sull’ingresso 220v dopo appunto tale filtro o il ponte a diodi (che se provati con un<br />tester  dà OK ma a 220V vanno in dispersione), oppure a volte saltano i diodi o il ponte di <br />diodi, anche se raro !<br /><br /><br />Spero possa essere utile a qualcuno, saluti a voi che leggere<br />il mio BLOG.<br /><br /><br /><br />Maggiori info, schemi elettrici, nozioni e teoria :<br /><br /><a href="http://rodolfo-parisio.jimdo.com/" target="_blank" >http://rodolfo-parisio.jimdo.com/</a><br /><br /><br />©  IW2BSF – Rodolfo Parisio                                                    2010<br />]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 11:15:41 GMT</pubDate>
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			<title>KENWOOD TM-732 NON SI ACCENDE.</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry091211-223307</link>
			<description><![CDATA[Difetto molto frequente su questo famoso e molto diffuso ricetrasmettitore bi-banda da mobile.<br /><br />Causato  o da sovratensioni (da chi come me usa alimetatori 12 Volt switching) oppure dalla<br /><br />fuoriuscita  di liquido da elettrolitici SMD (causa la vetusta’ del RTX che risale al lontano 1992 !)<br /><br />che corrodono le piste del circuito stampato.<br /><br /><br /><img src="images/tm-732.JPG" width="500" height="353" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br /><b><br />I PROBLEMI SONO QUINDI DI 2 TIPI:</b><br /><br /><br />-  PRIMO:          Fuoriuscita liquido  e corrosione nel frontalino.<br /><br />-  SECONDO:    Bruciatura Fusibile  corpo base e bruciatura reg.tensione del frontalino.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><b><br />RISOLUZIONE.</b><br /><br /><br />Per accedere allo stampato del corpo base, svitare le 4 viti poste nel coperchio superiore (lato spk!)<br /><br />Verificare che sul cavo ci siano i 12 volt, e che sul Regolatore di tensione  IC-211 ci siano in uscita<br /><br />8 VOLT, in caso negativo come nel mio caso  effettuare un ponticello  (inserire anche un fusibile<br /><br />in smd da 1 Ampere !).  Nel mioc caso non riuscendo a verificare ne’ interruzione o del Fusibile<br /><br />F201 o del transistor switch Q233 entrambi posti dietro allo stampato (grazie kenwood!!!) ho ap-<br /><br />punto by-passato il tutto, facendo questo ponte visibile nella foto tra il + 12 V e ingresso del rego-<br /><br />latore 8 volt.<br /><br /><br /><img src="images/1a.JPG" width="500" height="338" border="0" alt="" /><br /><br /><br />foto della riparazione:<br /><br /><br /><img src="images/2a.jpg" width="500" height="375" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><b>SMONTAGGIO E RIPARAZIONE FRONTALINO DISPLAY LCD.</b><br /><br /><br /><br />Prima sbloccare il frontalino con apposito tasto laterale, aprire lo sportellino posteriore 17 e staccare il<br /><br />Cavetto di collegamento W2 dal  frontalino, NON SMONTARE LE MANOPOLE E LE VARIE GHIERE,<br /><br />aprire il frontalino svitando le 2 piccole viti a croce  siglate H , allontanare il guscio 8 dal guscio 7 e estrarre<br /><br />il circuito stampato del dispaly LCD  (siglato 16).<br /><br /><br /><br /><img src="images/frontale.JPG" width="500" height="338" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br />Per accedere al integrato da cambiare staccare il display aprendo le 4 linguette metalliche che fissano appunto<br /><br />LCD dal cs !<br /><br /><br /><br /><img src="images/3a.JPG" width="500" height="338" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br /><img src="images/4a.jpg" width="500" height="375" border="0" alt="" /><br /><br /><br /><br />Verificare che sul PIN 4 del connettore bianco piccolino ci sia il + 12 v, e che ci sia la continuita’ delle varie<br /><br />Piste e esattamente tra:<br /><br /><br />-	Pin 4  e  12 volt presenti sul ingresso del regolatore IC-1<br /><br />-	IC-1 che dia in uscita 5 Volt<br /><br />-	Condensatore C8 (smd) che sia intergo e che non abbia corroso le piste del CS .<br /><br /><br />-	continuita’ tra uscita 5 volt (IC-1) allo switch 1 ( tasto POWER) <br /><br />-	continuita’ tra switch 1 e CPU<br /><br />-	continuita’ tra IC1 e ingresso RESET della CPU  IC-4<br /><br /><br />Ho risolto sost. C8 esploso, IC-1 distrutto e NON avendo questo 78LR05BFA , ma solo un normalissimo<br /><br />E misero 78L05 ho dovuto creare (vedi foto) con un altro integratino smd un reset per la CPU  ic-4.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />Credo di aver focalizzato TUTTi i possibili problemi e spero di essere stato utile a qualcuno. Sono a<br /><br />Disposizione per dubbi e/o chiarimenti.<br /><br /><br /><br /><br /><b><br />©  IW2BSF  -  Rodolfo Parisio    -  2009</b><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 21:33:07 GMT</pubDate>
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			<title>UN PO&#039; DI STORIA: IL TOWER 5 TRANSITOR</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry091111-100633</link>
			<description><![CDATA[<br /> <b>UN MITO DEGLI ANNI &#039;60-70 IL TOWER 5.</b> <br /><br /><br /> <img src="images/Tower_5.JPG" width="367" height="500" border="0" alt="" /> <br /><br /><br /> <b>Transistor usati:</b> <br /><br /><br /> <b>2SA221</b> <br /><br />corrispondenti del epoca:<br /><br />AF125 -  OC614<br /><br />Utilizzato per : Radio/TV-reception etc. ( Max. 55 MHz  AM)<br />Descrizione:     PNP germanio<br />USO:             RF - diffused high-frequency transistor intended as shortwave band mixer / oscillator.<br />Sanyo<br /><br /> <img src="images/2sa221.jpg" width="300" height="212" border="0" alt="" /> <br /><br /> <b>2SB186 </b>  <br /><br />Corrispondenti del epoca:<br /><br />AC122 –AC126 - AC151 <br />Utilizzato per:    Radio/TV-reception ecc.<br />Descrizione:       PNP germanio<br />USO:               BF - alloy transistor intended as AF amplifier<br />Sanyo<br /><br /><br /> <b>2SB172 </b>  <br />Corrispondenti del epoca:<br /><br />AC125 -AC151 <br />Utilizzato per:    BF - Radio/TV-reception etc. <br />Descrizione:       PNP Germanio<br />Form/Case: TO-1<br /><br />Manufactured by Matsushita<br /><br /><br /> <b>Case TO-1 :</b> <br /><br /> <img src="images/pinout.jpg" width="229" height="205" border="0" alt="" /> <br /><br /><br /><br /> <b>PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO</b> <br /><br /><br />RICEZIONE<br /><br /><br /> <img src="images/tower-rx.JPG" width="500" height="395" border="0" alt="" /> <br /><br /><br />TRASMISSIONE<br /><br /><br /> <img src="images/tower-tx.JPG" width="500" height="407" border="0" alt="" /> <br /><br /><br /><br /> <b>EVOLUZIONE NEGLI ANNI....</b> <br /><br /><br /> <img src="images/modelli-walkie.JPG" width="500" height="375" border="0" alt="" /> <br /><br /><br />Notare le differenze di dimensioni, dal Tower a <br />1 solo canale , al ultimo bi-banda (LPD e PWR)<br />con 30 canali, display lcd e anche vox.<br /><br /><br /><br /> <b>(c) IW2BSF - Rodolfo Parisio </b>                  2009<br /><br /><br />Articolo completo e piu&#039; leggibile sul mio sito web !]]></description>
			<category></category>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:06:33 GMT</pubDate>
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			<title>John GELOSO e la &quot;famosa&quot; casa Geloso !</title>
			<link>http://www.elio.org/public/index.php?entry=entry091106-113330</link>
			<description><![CDATA[ <b>JHON GELOSO</b> <br /><br /><br /><br /> <img src="images/geloso-logo.jpg" width="281" height="267" border="0" alt="" /> <br /><br />Viene trattata la storia e le realizzazioni dell&#039;ing.John Geloso, che ave-<br />va a suo attivo numerosi brevetti avvenieristici per l&#039;epoca, ricordiamolo<br />tra l&#039;altro come sperimentatore delle prime trasmissioni televisive ; e fu<br />attivamente presente sul mercato italiano e estero.<br /><br />                   <br /><br /> <img src="images/geloso2.jpg" width="352" height="500" border="0" alt="" /> <br /><br /><br /><br />                                GLI INIZI.<br /><br />L&#039;ing.Giovanni Geloso nacque il 10 gennaio 1901 in Argentina, dove i  suoi<br />genitori si erano temporaneamente trasferiti dal Piemonte. Nel 1904 la fa-<br />miglia fece ritorno in Patria stabilendosi  a  Savona  dove Egli compi gli<br />studi all&#039;Istituto Nautico. Con metodo e costanza, doti che resteranno Sue<br />basilari, applicandosi agli studi, cerco&#039; di tradurre  in  pratica  quanto<br />andava imparando. E&#039; adolescente e mentre  studia  e  insegna, lavora come<br />operatore cinematografico nell&#039;azienda paterna e si dedica allo studio del<br />la musica, di cui sara&#039;per tutta la vita un appassionato cultore ed esecu-<br />tore, associando abilita&#039; tecnica e sensibilita &#039; artistica. Dimostra  una<br />particolare e precoce inclinazione per le scienze matematiche, per il dise<br />gno tecnico, per  la  meccanica  e l&#039;elettrotecnica in particolare. Appena<br />terminati gli studi apre un&#039;officina elettromeccanica,  divenuta  in breve<br />una piccola fabbrica, e produce apparecchiature in base a propri brevetti.<br /><br />Malgrado i tempi estremamente difficili per la crisi economica del dopogu-<br />erra e l&#039;inesistenza di industrie collaterali, questa iniziativa, che tro-<br />va forza nella Sua vocazione, nel lavoro e nella Sua  volonta&#039;, si afferma<br />raggiungendo una considerevole stabilita&#039; economica. Lascera&#039;  poi  questa<br />azienda ormai consolidata, per orizzonti piu&#039; ampi di lavoro e ricerca  di<br />cui sente la necessita&#039;. E il richiamo gli viene dal paese allora tecnica-<br />mente piu&#039; progredito e che sembra piu&#039; adatto a soddisfare le Sue aspira-<br />zioni: gli Stati Uniti. Lascio&#039; l&#039;Italia nel 1920  portando  con  se&#039; come<br />unico capitale il proprio ingegno. Con i soli  propri  mezzi, giovanissimo<br />e sconisciuto, senza appoggio di sorta ne&#039; conoscenze, usando l&#039;esperienza<br />acquisita, riesce in meno di due anni ad inserirsi in una attivita&#039; confo-<br />rme alle proprie capacita&#039;. Entra alla PILOT ELECTRIC MANUFACTURING COMPA-<br />NY di New York il cui presidente, Mr.Isidor Goldberg, ne intuisce le  qua-<br />lita&#039; e lo apprezza come collaboratore geniale e infaticabile.  Si  laurea<br />ingegnere  elettronico alla Cooper Square University. E nel 1925, si unis-<br />ce in matrimonio con la signora Franca che sara&#039; la compagna  di  tutta la<br />vita e ne condividera&#039; intensamente il lavoro. Con il  passare  del  tempo<br />viene nominato -ingegnere capo- della PILOT e tutti i problemi che in quel<br />periodo sorgono per lo sviluppo delle radiofonia,(ad esempio: l&#039;alimentazi<br />one in corrente alternata dei radioricevitori, il comando unico degli  ap-<br />parati a cambiamento di frequenza, il perfezionamento dei mezzi di  ripro-<br />duzione acustica ed altri), passano sul Suo tavolo di lavoro e  vengono da<br />lui brillantemente risolti. In questo modo, Egli, alla PILOT, puo esprime-<br />re la sua personalita&#039; ed insieme tradurre in cose concrete la  genialita&#039;<br />progettando e realizzando componenti ed apparecchi che danno prestigio al-<br />la azienda e a Lui personalmente, sia negli USA come nel resto del  mondo.<br /><br /><br />A questi apparecchi da&#039;,attraverso ogni suo disegno,la propria personalis-<br />sima impronta: l&#039;espressione di uno stile che in breve diverra&#039; noto e fa-<br />miliare a tutti i cultori della radio. Sempre negli Stati Uniti  lego&#039;  il<br />Suo nome ad un avvenimento straordinario per i tempi:  nel  1928  realizza<br />con apparecchi da lui progettati e costruiti dalla PILOT, la  prima  serie<br />di trasmissioni sperimentali televisive in America e nel  mondo.  Numerosi<br />giornali americani del tempo commentarono l&#039;avvenimento, vedi il  Corriere<br />della Metropoli che riporta i suoi esperimenti o il New York Evening Jour-<br />nal che lo ritrae con due Sue fotografie in prima pagina. Intanto,  mentre<br />pochi studiosi,ne stanno affrontando i problemi e si parla di  televisione<br />come di una remota possibilita&#039; avvenire, a soli 27 anni l&#039; ing. Geloso ne<br />dimostra la possibilita&#039; e sperimentando in via pratica un sistema per re-<br />alizzarla, traccia una strada. Si tratta di un sistema che oggi si defini-<br />rebbe puonieristico e che utilizza sia in trasmissione  che  in  ricezione<br />un disco di Nipkow a 44 fori e 15 immagini al secondo. Per la  conseguente<br />video-frequenza molto bassa, la trasmissione puo&#039; effettuarsi sulle norma-<br />li onde medie. Le trasmissioni avvengono fra New Jersey  e  la  Philosophy<br />Hall della New York University dove sono presenti  numerosi  scienziati  e<br />tecnici di chiara fama, tra i quali Lee de Forest, Hugo Gernsback ed altri<br />personaggi oggi famosi che appartengono alla storia delle radio. Il risul-<br />tato e&#039; clamoroso, sia per il mondo tecnico che per il pubblico ed i gior-<br />nali danno ampio rilievo all&#039;avvenimento; l&#039;ing.Geloso pero&#039; non considera<br />soddisfacente la soluzione sotto il profilo tecnico. Ritiene  infatti  che<br />l&#039;esperimento sia solo un primo passo di una lunga serie di perfezionamen-<br />ti in un campo che si era appena aperto e che avrebbe avuto un grande  av-<br />venire. Continuo&#039; quindi a dedicarsi ai problemi della radiofonia ai quali<br />diede sempre soluzioni di estema semplicita&#039;ed originalita&#039;:  meta  questa<br />che ha caratterizzato tutta la Sua esistenza.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />                        <br />                     LA FONDAZIONE DELLA GELOSO S.A.<br />			 <br />Nel 1931, nonostante le molte brillanti affermazioni avute negli Stati Uni<br />ti, decise di rimpatriare e di avviare un&#039;iniziativa industriale  propria.<br />In questo stesso anno fondo&#039; la JOHN GELOSO S.A. in una modestissima  sede<br />in Milano -via Sebenico,7- iniziandovi la costruzione di materiale per ra-<br />dioricevitori e per amplificatori. L&#039;industria in questo campo,a quel tem-<br />po nel nostro paese era appena nascente; la costruzione di radioricevitori<br />ed amplificatori era, in effetti, affidata all&#039;entusiasmo di pochi appassi<br />onati. Per essi Egli creo&#039; apposite &quot;SCATOLE DI MONTAGGIO&quot; (precursone de-<br />gli attuali kit), che raccoglievano tutti i componenti e le parti necessa-<br />rie per le realizzare un completo apparecchio e che rappresentarono un pas<br />so molto importante per la formazione professionale teorica e  pratica  di<br />successive generazioni di tecnici. Progetto&#039; anche le macchine avvolgitri-<br />ci per trasformatori e bobine e ne curo&#039;la realizzazione, creando cosi&#039;gli<br />strumenti indispensabili per una lavorazione industriale  che  l&#039;industria<br />nazionale, non era in grado di fornire. Proprio ad allora risale la  prima<br />pubblicazione del famosissimo &quot;BOLLETTINO TECNICO GELOSO&quot; (distribuito gra<br />tuitamente in centinaia di copie), attraverso il quale Egli forniva ai ra-<br />diomontatori, ai tecnici e ai radioamatori, un valido strumento  formativo<br />e di studio e di carattere generale, rendendo al  tempo  stesso  pubbliche<br />tutte le notizie, i dettagli tecnici e circuitali dei prodotti  della  Sua<br />industria, ed i suggerimenti per le varie utilizzazioni  dei  medesimi. La<br />dote peculiare dell&#039;ing.Geloso di rendere semplici anche le cose piu&#039; dif-<br />ficili attraverso il Suo chiaro e essenziale modo di insegnare gia&#039; ampia-<br />mente provato, ebbe per questa via modo di volgersi a beneficio di una vas<br />ta categoria di tecnici od aspiranti tali, i quali si formarono cosi&#039; nel-<br />ambito di quella che si pote&#039; configurarsi con  una  grande  famiglia. Nel<br />1932 la Sua industria va&#039;sempre piu&#039; ingrandendosi e trasferisce  la  sede<br />in viale Brenta 18, dove i locali vengono via via ampliati per fare fronte<br />alle maggiori esigenze di spazio della produzione. Inizia nel 1934 la pro-<br />duzione industriale dei condensatori elettrolitici, che vengono continuame<br />nte perfezionati allo scopo di ridurre gli ingombri, ridurre  la  corrente<br />di dispersione e l&#039;angolo di perdita (a titolo di esempio,la serie 2900,la<br />cui produzione venne iniziata nel 1939, segno&#039; un vero  progresso  tecnico<br />nel campo delle capacita&#039; elettrolitiche, e con alcune modifiche venne pro<br />dotta fino al 1965 circa. Nel 1936 venne impiantato un apposito  laborato-<br />rio per la coltura dei sali di &quot;Seignette&quot; ed un reparto specializzato per<br />la lavorazione. Questo permise di porre per primi sul mercato italiano,qua<br />si  contemporaneamente  ad  altre case costruttrici nel mondo, microfoni e<br />pick-up piezoelettrici che subito si diffusero, incontrando ottima accogli<br />enza  da  tecnici  e amatori. Sempre nel 1936, l&#039;ing.Geloso introdusse per<br />primo nella tecnica costruttiva radiofonica i Gruppi ad Alta Frequenza pre<br />tarati, che unitamente ai trasformatori di media frequenza ed al condensa-<br />tore variabile,costituiscono la parte piu&#039; delicata di un radioricevitore.<br /><br />Nel 1939 la sede centrale della Geloso si trasferisce nel grande stabilime<br />nto di viale Brenta 29, su di un&#039;area di oltre 17.000 mq. Scoppia la guer-<br />ra, e la Marina Militare Italiana trova nell&#039;ing.Geloso il tecnico che ri-<br />solve sempre in modo geniale i numerosi ed  essenziali  problemi  relativi 			 <br />alle telecomunicazioni, ai sistemi di localizzazione  elettroacustica  del<br />naviglio  in  immersione  ed in superficie, alle comunicazioni a viva voce<br />tra comando e reaprti operativi su sommergibili e navi, nonche&#039; altre  ap-<br />plicazioni tecniche. Mancano le materie prime, per esempio il rame, ed al-<br />lora Egli si dedica collateralmente allo sfruttamento di una  miniera  nei<br />pressi di Levanto, traendone il metallo per la produzione dei fili rivesti<br />ti e di quelli smaltati, che produce in un apposito impianto di trafileria<br />e smaltatura dotato di macchine automatiche a ciclo continuo da Lui proget<br />tate e realizzate, le quali rappresentano in questo campo un anticipo  dei<br />tempi. <br /><br />Alla  fine  delle  guerra la Geloso si ingrandisce ancora, indirizzando la<br />sua produzione esclusivamente a fini di pace: continua la ormai tradiziona<br />le produzione di componenti e scatole di montaggio, ma presenta anche  ap-<br />parecchi finiti. Sorgono gli stabilimenti di Lodi, Napoli, Salerno e  Roma<br />ciascuno con un proprio settore di specializzazione. Nel frattempo  l&#039;ing.<br />Geloso viene designato quale esperto del nostro  paese  nella  commissione <br />Tecnica della NATO, dove per lunghi anni presta disinteressata, efficiente<br />e competente attivita&#039;,facendo valere idee e consigli che incontrano l&#039;ap-<br />prezzamento di tutti ed in particolare dei tecnici americani, pur  essendo<br />la tecnica statunitense di gran lunga piu&#039; avanzata di quella europea.<br /><br />Nel settembre del 1949 iniziano le prime trasmissioni televisivi sperimen-<br />tali e la Geloso e&#039; all&#039;avanguardia, presentando un prototipo il  GTV 1001<br />che, successivamente  perfezionato, le  consente  nel 1952 (data di inizio<br />del regolare servizio commerciale televisivo) di essere tra i primi costr-<br />uttori sul mercato. Costruisce tutta la serie  dei  componenti ( gioghi di<br />di deflessione, trasformatori di riga, bobine ecc.) che  vengono  adottati  <br />da buona parte delle industrie nazionali e con una impostazione originale,<br />un&#039;altra volta destinata a preparare i tecnici del domani, basa la costru-<br />zione dei suoi televisori su telaietti premontati e pretarati per le varie<br />sezioni (media frequenza, suono, sincronismo ecc.).<br /><br />Particolare attenzione l&#039;ing.Geloso ha rivolto  da  sempre, personalmente,<br />alla amplificazione e diffusione del suono, costantemente ponendo a dispo-<br />sizione dei consumatori apparecchiature di alta qaulita&#039; a  basso  prezzo!<br />Venivano infatti commercializzati amplificatori, altoparlanti, trombe espo<br />nenziali, microfoni ecc. E&#039; suo il merito della diffusione &quot;popolare&quot;  del<br />registratore magnetico, dapprima a filo e poi a nastro (ricordiamo il  fa-<br />moso G 255 costruito in quasi quattrocentomila esemplari dal 1949 al 1956)<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />                      LA SUA ATTIVITA&#039;RADIANTISTICA.<br />		      <br />L&#039;ing. Geloso tra le sue tante attivita&#039;trovava il tempo per dedicarsi an-<br />che all&#039;attivita&#039;radiantistica, trasmettendo con il glorioso call di I1JGM<br />ed e&#039; con questo nominativo che il 15 giugno 1951 ottenne il diploma  IARU<br />&quot;W A C&quot; (Worked All Continents)in fonia, con il tx Geloso G 210TR (10 val-		      <br />vole, 5 gamme, fonia e grafia). I collegamenti relativi a questo WAC furo-<br />no con: W6CHY per America sett. LU5AQ per America merid. TA3FAS per l&#039;Asia<br />OH6OM per l&#039;Europa ZS1KY per l&#039;Africa e infine VK4RT per l&#039;Australia; dimo<br />strando in questo modo, se ven&#039;era bisogno, la  validita&#039;  degli  apparati<br />da lui progettati e costruiti.<br /><br /><br />L&#039;attivita&#039; di Radioamatore dell&#039;ing.Geloso ebbe come conseguenza, sul pi-<br />ano industriale e relizzativo, lo studio e la  costruzione  di  ricevitori<br />e trasmettitori per le gamme  radiantistiche,  vedi il G 209 R  ricevitore<br />e il G 212 trasmettitore per onde corte; le famosissime linee &quot;G&quot;, compos-<br />te da TX/RX separati ad esempio il G 222 TR 75 Watt in AM ( che montava le<br />gloriose 807 ) o il ricevitore il G 4/214 fino all&#039;ultimo che vide la luce<br />il G 4/216 mk III. Anche in questo campo la Geloso proponeva i gruppi pilo<br />ta (VFO) e altri parti staccate con le  quali  numerosissimi  radioamatori<br />in tutto il mondo hanno realizzato la propria stazione  ricevente-trasmit-<br />tente: la Geloso era nel gergo dei radioamatori di allora usato nelle loro<br />QSO in onde corte, &quot;LA NOTA CASA&quot; per antonomasia ! (Linea G nel 1968).<br /><br /><br />Nell&#039;aprile del 1968 ha la soddisfazione di vedere apprezzati ed  ammirati<br />dal pubblico e dai tecnici, in occasione della Fiera Campionaria  e  della<br />Mostra della Radio e Televisione di Milano, i  ricevitori  per televisione <br />a colori il cui studio era stato iniziato da vari anni ed aveva avuto come<br />risultato l&#039;elaborazione di circuiti presentanti alcune soluzioni del tut-<br />to originali. Questo nuovo settore di attivita&#039; aveva richiesti investime-<br />nti ed impegno notevoli ed era da Lui costantemente  seguito  con passione <br />ed interesse. Vengono costituite filiali ed agenzie nelle principali citta<br />d&#039;Italia mentre all&#039;estero sorge una fitta rete di distributori  esclusivi<br />che coprivano ben 60 nazioni in tutto il  mondo. Cosi&#039; i  prodotti  Geloso<br />si diffondono nel mondo facendo conoscere il nostro paese come nazione in-<br />dustriale nei luoghi piu&#039; remoti. La Geloso era presente alle maggiori ras<br />segne industriali ed elettroniche. Sorgono attorno alla Geloso anche picco<br />le e medie industrie che vivranno e prospereranno producendo esclusivamen-<br />te per il suo fabbisogno. <br /><br />L&#039;ing.Geloso, come sempre, e&#039; collaboratore tra i  suoi  collaboratori, ed <br />il lavoro costituisce la naturale ed ordinata esplicazione di  se&#039; stesso.<br />Per il lavoro le ore del giorno non sono mai sufficienti, anche perche&#039;la-<br />vorare rappresenta per Lui un continuo interessamento verso  l&#039; evoluzione<br />del mondo tecnico. Infatti sino a notte alta, come Sua abitudine sin dagli<br />anni giovanili, nel Suo studio, progetta, calcola e disegna i nuovi prodot<br />ti sotto il profilo tecnico ed estetico, determinando la distribuzione del<br />lavoro ai suoi collaboratori, da svilupparsi ai fini di alimentare il fu-<br />turo lavoro dell&#039;industria.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />                                L&#039;EPILOGO.<br /><br />L&#039;ing. John Geloso possedeva una  grandissima personalita&#039;,  peraltro  co-<br />si&#039; schiva  di  ogni manifestazione esteriore ed impregnata della naturale<br />modestia e semplicita&#039;, quella propria degli  uomini  maggiormente  dotati<br />sul piano intelettuale e morale. <br /><br />Sono anche queste qualita&#039; che lo portano  				<br />a comprendere  e a tenere in grande considerazione tutti i dipendenti, cui<br />cercava di riservare un trattamento sempre migliore; cio&#039;non per considera<br />zioni utilitaristiche, ma piuttosto per coerenza, per pratica di vita.<br />Giunge cosi&#039; l&#039;estate del 1968 ed il male che si manifesta  improvviso  lo<br />mina  nel  fisico;  Egli, pur consapevole, con suprema forza d&#039;animo e con<br />sempre  uguale  apertura  di vita, agisce come se nulla dovesse accadere e<br />continua l&#039;abituale vita di lavoro, fino alla sua triste scomparsa.<br /><br /><br />Malgrado i numerosi brevetti avvenieristici per l&#039;epoca e la presenza ormai<br />attiva sul mercato italiano e estero, la Geloso risentiva gia&#039; pero&#039;  della<br />incalzante concorrenza giapponese, e  non  ricevendo  aiuti  governativi, a<br />poco a poco inizio&#039;a licenziare maestranze,chiudere le sue varie fabbriche,<br />fino a che scomparve definitivamente dalla scena.<br /><br /><br /><br /><br />Bibliografia:<br /><br />Bollettini tecnici Geloso - Geloso S.P.A.<br />Varie info da Luciano IW1PUE <br /><br /><br /><br />(c) IW2BSF  Rodolfo Parisio<br />]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:33:30 GMT</pubDate>
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			<title>RADIOAMATORI OM Famosi nel Mondo !</title>
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			<description><![CDATA[ <b>CURIOSITA&#039; E RADIOAMATORI FAMOSI NEL MONDO.</b> ------------------------------------------<br /><br />A chi non ha mai interessanto sapere se anche nel nostro settore, la radio,<br />vi fossero oltre ai conosciutissimi Cossiga e Re Hussein di Giordania, <br />altri radioamatori &quot;famosi&quot; nel mondo e in che campo emergano. Ecco dopo<br />vari contatti e ricerche chi possiamo annoverare come nostro &quot;collega&quot;:<br /><br /><br />Radioamatori<br /><br /> <b>Radioamatori italiani famosi:</b> <br /><br />Guglielmo MARCONI (ad Onorem !) (sk)<br /><br /><br /><br /><br />  <img src="images/marconi.jpg" width="375" height="288" border="0" alt="" /> <br /><br /><br /><br />I1ACD Adriano DUCATI (sk)<br />I1JGM John GELOSO (sk) <br />I3FR Giovanni FRACARRO (sk)<br />I0FCG Senatore Francesco Cossiga ex-presidente italiano (sk)<br />I0ZME On. Zamberletti ex-Ministro Protez. Civile<br />I2LNB Dott. Leonardo Corbo dirett.gen.Protezione Civile<br />I2NSF Ambrogio Fogar (sk)<br />I4NE Nerio Neri autore libri <br /><br /><br /> <b>PIETRE MILIARI ITALIANE</b> <br />I1MT Salomon Prima stazione a onda corta<br />I1GN Gnesutta Prima speriment. trasm. in fonia<br />I1NO Marietti Primo dilet. con oltre 1000 stazioni colleg. USA<br />I1RG Montu&#039; Primo colleg. con Nuova Zelanda ( fondatore ARI )<br />I1AU Strada Primo collegamento con Australia<br />I1AV Fontana Primo collegamento con Giappone <br /><br /><br /><br /> <b>RADIOAMATORI FAMOSI NEL MONDO</b> <br />9K2CS Principe Yousuf Al-Sabah<br />A41AA Qaboos Bin Said Al-Said, Sultano del Oman<br />EA0JC Juan Carlos, Re di Spagna<br />FO5GJ Marlon Brando, attore<br />HS1A Bhumiphol Adulayadej, Re della Tailandia<br />HS1LY Principe Titiphan della Tailandia<br />HZ1TA Principe Talal bin Abdulaziz, Arabia Saudita<br />I0FCG Francesco Cossiga,ex-presidente Italia<br />JA1MP Sako Hasegawa, fondatore della Yaesu (SK)<br />JY1 King Hussein di Giordania<br />JY2 Regina della Giordania<br />LU1SM Carlos Saul Menem, Presidente dell&#039; Argentina<br />N6YOS Priscilla Presley, attice ex-moglie Elvis Presley<br />VU2RG Rajiv Gandhi, Primo Ministero dell&#039;India (SK)<br />W0CXX Arthur Collins, fondatore della Collins Radio (SK)<br />YN1AS General Anastasio Somoza, Presidente del Nicaragua (SK)<br />ZK1AN Sir Thomas Davis, former Premier delle Isole Cook<br />G4CEZ Bill Kitchen,Campione Mondi 1956 di speedway (SK)<br />K1JT Dr. Joseph Taylor Jr, Premio Nobel 1993 in Fisica<br />K2ZCZ George Patacki, ex-Governatore di New York<br />KB6OLJ Paul J Cohen, famoso matematico americano<br />N5YYV Kathy Sullivan, Capo Scientifico della NOAA<br />N9LC George Sweigert, inventore del cordless (fu W8ZIS)<br />VK2AHU Dick Huey, professore-emerito (fu VK2HU)<br />VK2DIK Dick Smith, imprenditore e miliardario<br />VK2EF Sir Ernest Fisk, Dottore del AWA, Pioniere della radio (SK)<br />VK2KB Sir Allan Fairhall, politico<br />VK3JU Ross Hull, Pioniere radio australiano<br />VK4HH Norman Hurll (fu VK2BC), inventore<br />W3ACE Armin Meyer, formale Ambasciatore USA in Giappone<br />W6EZV Generale americano Curtis LeMay (SK)<br />W6FZZ Samuel F.B. Morse III, pronipote e cw recordman<br />W6QHS Chairman e Presidente della California Microware<br />W6QYI Cardinale americano Roger Mahoney<br />W6ZH Herbert Hoover III (Presidente formale della ARRL )<br />W8JK John Kraus, radio astronomo<br />WA6TJM Presidente della ISD <br />KA1ZX Banks, inventore dei missili Patriots<br /><br /><br /> <b>RADIOAMATORI ASTRONAUTI </b>  <br /><br />KB6LQR Jeana Yeager, Voyager &#039;86 pilota-astronuata<br />KB6LQS Dick Rutan, Voyager &#039;86 pilota-astronauta<br />UA1LO Yuri Gagarin, cosmonauta Russo (SK)<br />WA4SIR Ron Parise, famoso astronauta americano<br />7L2NJY Dr. Mamoru Mohri, astronauta giapponese<br />DP0MIR Tomas Reicher astronauta tedesco (&#039;96)<br />DP3MIR Dr. Ulf Merbold, astronauta tedesco<br />DL2MIR Ewald Reinold astronauta tedesco (&#039;97)<br />GB1MIR Helen Sharman, astronauta inglese<br />ON1AFD Count Dirk Frimouth, astronauta belga<br />U2MIR/UV3AM Musa Manarov, cosmonauta russo<br />R0MIR Valeri Korzun cosmonauta russo (&#039;96 Socio MFC - Mir Fan Club)<br />W0ORE Tony England, astronauta americano<br />W5LFL Owen Garriot, astronauta americano<br />KC5TZQ John Blaha , astronauta americano (STS-79)<br />KC5HBL Jerry Leninger, astonauta americano (STS-81)<br />KB5UAC Foale, astronauta americano (STS-84) sulla MIR fino al 9/97 !<br />W5RRR-1 Famosa stazione packet a bordo dello Shuttle USA.<br />WA3NMN Radio Club GODDARD presso NASA.<br />N6CO Manager QSL MIR U.S.A.<br />F5KAM Manager QSL MIR Europa<br />RV3DR Sergej Samburov - Manager Club RK3 Russia<br /><br /><br /><br /> <b>SANTO PROTETTORE DEI RADIOAMATORI</b> <br /><br />SP3RN  Padre Massimiliano Kolbe     sk martire campo di concentramento di Aushwitz <br /><br /><br /><br /> <b>FILM FAMOSI SUI RADIOAMATORI </b>  <br /><br />Titolo             anno     call    attori   nazione<br />------------------------------ ---------------------<br />S.O.S. Lutezia      1956         -              F<br />Qualcuno in ascolto 1988      WM1ATE      -     I<br />Contact             1997      W9GFO   J.Foster  Usa<br />Frequency           2000      W2QYV  D.Quaid   Usa<br /><br /><br />© 2009 – IW2BSF Rodolfo Parisio<br /><br /><br /><br /><br />  <img src="images/geloso-logo.jpg" width="281" height="267" border="0" alt="" /> ]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 10:26:57 GMT</pubDate>
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			<title>OGGI inizia il mio blog !</title>
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			<description><![CDATA[ <img src="images/eccomi.jpg" width="197" height="250" border="0" alt="" /> <br /><br /> <b>SALVE a tutti ....<br /><br />73 de Rudy</b> ]]></description>
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			<author>Rudy</author>
			<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:29:00 GMT</pubDate>
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