RIPARAZIONE DECODER DTT - TELESYSTEM TS6290 
SINTOMI

Alcune settimane fa’ accendevo il Tv e immagine era tutta sfuocata e con colori poco
vivaci, pensavo a un problema al televisore, ma visto che poi dopo alcuni secondi
tutto tornava a posto, ho lasciato perdere.

Mentre questa settiamana succedeva che accendendo o cambiano i numeri sul
Display o si spegneva proprio da solo (display tutto nero!) , ma bastava togliere
La spina dal 220 Volt e rimetterla che ripartiva e tutto poi funzionava bene !

Pensavo che magari fosse da RESETTARE alla configurazione di fabbrica (qualche
Spike che sporcava la memoria) ma anche qui non volevo farlo per poi dover
Riprogrammare TUTTI i canali, voglia zero !

Finche’ arriva oggi e proprio non si accende piu, quindi decido di aprirlo.




DESCRIZIONE E SCHEMA

ICE 3B0365 e’ un integrato 8 PIN della tedesca Infineon (ex Siemens).

E’ un Off-Line SMPS Current Mode Controller con Integrato un 650V Startup Cell/Depletion
CoolMOS. Il Mosfet di Potenza e’ all’interno del chip !

E’ un 22 watt per piccolo applicazioni.


Ecco lo schema elettrico:






Da controllare comunque SEMPRE i due elettrolitici segnati in BLU con A e B che sono
Sul 220 volt, ma visto che io lo stacco SEMPRE , quando non lo uso non e’ mai connesso
Alla rete ! sullo schema sono C 11.


Mentre nel mio caso, si sentiva un fioco rumore dello switching ma NON partiva, e infatti
Si vedeva chiaramante elettrolitico piu grosso da 2.200 MF con il coperchio rigonfiato !

Ecco il problema !








Sost. sia quello che il suo vicino da 1.000 MF entrambi da SOLI 10 VOLT con uguali
Ma da 25 volt .


Verifico le tensioni che ora sono perfette qui:





Qui si puo’ vedere chiaramente dove agire , dove sono i vari componenti da verificare
E sostituire e dove PROVARE le due tensioni , il 12 volt e il 5 volt.





Notare le differenze qui al posto di C11 dello schema usano 2 elettrolitici sul 220 volt,
e invece di un SOLO diodo in uscita usano un doppio diodo shottky da 20 ampere
siglato 2B2060 , quindi uscita e’ diversa dallo schema sopra !

Ipotizzo che da trasformatore ci sono 3 uscite con le due laterali che vanno a uno dei
Due diodi per poi unirsi per formare il POSITIVO e essere collegate ai due condensatori
Incriminati siglati in ROSSO da me con 1 e 2 .

La MASSA la prendete dal dissipatore del suddetto diodo che e’ appunto messa sul GND !


Sostituiti quindi i 2 elettrolitici, do tensione e WOW riprende a funzionare subito.

Ecco la foto dopo la riparazione:





Spero di essere utile a qualcuno, e’ davvero un ottimo decoder e mi spiaceva buttarlo via!

Se Vi e’ stato utile, magari un ringraziamento per aiuto mi farebbe piacere .


73 de IW2BSF



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La E.R.E. e i primi RTX RADIOAMATORIALI ITALIANI 
Chi non si ricorda la famosa linea valvolare “stile” Geloso con RX e TX valvolari
affiancati ? Seguiti e riparati da uno dei titolari ,Oreste I2TAO.

Chi non ricorda ai tempi la pubblicita’ su Radio Rivista o sulle altre famose testate?
curata a livello amministrativo (e al telefono) dal “Gogo’” Beretta, radioamatore
anche lui e che ai tempi era uno dei tre titolari.




Poi inizio’ l’era dello stato solido con il piccolo RTX da mobile a 12 volt il MOBIL 5.

Con il VFO che nei primi minuti slittava come un matto e bisognava attendere un
po’ finche andasse in temperatura e si stabilizzasse. Pensate che per quei tempi si
utilizzavano gia’ i Mos-Fet dual gate!






Piccolo e compatto con vfo variabile da 144 a 146 MHz sia in FM ma anche in AM !
Dall’ estetica molto spartana e le manopole argentate da cappa aspirante da cucina,
piu’ avanti venne sostituito dal piu accattivante esteticamente MOBIL 10.




Poi il mitico SHAK TWO stupendo e sempre da mobile a 12 volt ma con la possibilita’
di affiancarlo al suo alimentatore con altoparlante con estetica simile a mo’ di linea HF,
anche se era un RTX per i 2 metri.




Arriviamo alla fine anni ’70 dove vede la luce il primo RTX HF allo stato solido
tutto italiano, sempre da mobile ma con possibilita’ anche
lui di alimentatore con estetica simile, il favoloso e compatto HF-200 !

Nato come tutti gli altri apparati dall’ ingegno di Pepi I2VEP ,per epoca dava molta
distanza ai vari apparati “commerciali” giapponesi tipo Yaesu, Icom ecc. per le
molte sue innovative soluzione tecniche.

Apparato che ho visto nascere e assemblare anche io nello stanzone della “mitica”
Villetta in via garibaldi a Stradella, prima che poi si spostassero nel capannone
nella periferia nord-ovest sempre a Stradella e passare ai moduli digitali e abbando-
nare il settore RTX amatoriali. Ha collaborato in quel periodo per alcuni anni
anche il grande Moon-Bouncher I2FAK “Facchino”.


Moltissime le peculiarita’ nel HF-200, tipo i mitici filtri (e costosissimi!) KVG in media
Frequenza( chi non li ricorda erano la Rolls Royce dei filtri a quarzo), Mixer a diodi
Schottky (altra novita’ per i tempi), Noise Blanker, ben 100 watt in antenna con
potenza TX regolabile in continuita’ !

VFO finalmente stabilizzato in maniera digitale, lettura della frequenza tramite
Display a led rossi e un innovativo per epoca sistema di sintonia digitale.




La sintonia per la prima volta avveniva esternamente con la solita manopola ma
che agiva meccanicamente non sul solito condensatore variabile dei tempi che
furono o su un potenziometro che poi variava la tensione ai diodi varicap, ma
pensate su due microswitch che poi digitalmente permettevano di variare in
modo continuo la frequenza dell’apparato…geniale vero ?


Ho partecipato all’avventura del HF-200 negli anni dal 1977 al 1979 disegnando tutti gli schemi elettrici dello stesso.













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IW2BSF su Wikypedia 



Collegamento Packet radio e Fonia con R0MIR


Fondato e Presidente MFC (Mir Fan Club)












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RIPARAZIONE TASTI TELECOMANDO TV 
le principali 2 cause del malfunzionamento dei tasti dei telcomandi TV, VCR, DVD e altro,
sono:


- Tasto sulla membrana in gomma che non fa' piu' contatto (minor spessore) o non usurato.

- Pasta conduttiva (in genere nera) sul circuito stampato del telecomando (verde o marrone)
usurato o interrotta.

Come procedere:

Per la Tastiera in gomma procurarsi un vecchio telecomando da buttare, tagliare un gommino
rotondo centrale (che e' quello che conduce e fa' contatto!) e incollarlo sulla tastiera con Attak!







Mentre se il problema risiede sul circuito stampato, bisogna munirsi di una discreta
manualita'.


L’Ideale sarebbe recuperare la famosa vernicetta conduttiva, ma di difficile reperibilita’
e che richiede un piccolissimo pennellino e un’ottima manualita’ !



Occorre:

- Saldatore max. 20-30 watt e punta molto fine

- Un pezzettino di filo elettrico molto sottile



Come si procede:

- Delicatamente con un caccivite a lama o forbicina far apparire le 2 piste che arrivano
al tasto (in genere sono in vernice verde o blu) in modo che appaiano color rame o
argento.

- saldare sulle 2 piste opportunamente PRIMA stagnate, 2 pezzettini di filo sottile.
Curvare i suddetti 2 fili (vedi foto sotto) in modo che creino 2 contatti equidistanti
facendo molta cura che non si tocchino e/o facciano cortocircuito tra loro!



Ecco invece come riparare il problema sul circuito stampato:







Per verificare che tutto sia perfettamente funzionante,con il solito TRUCCO della

fotocamera del cellulare, inquadrare il led IR e se premendo il tasto sul cellulare
si vede illuminare il led ir allora il tutto e' stato eseguito correttamente!




(c)IW2BSF RodolfParisio 2010



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RIPARAZIONE ALIMENTATORI SWITCHING TV - PC - CELL. - RTX 
Per la verifica e eventuale riparazione di un classico switching ( in
questo caso alimenta il decoder DTT della tele system) ma ormai omnipresenti
ovunque, dai caricatori dei cellulari, alimentatori dei computer sia portatili che
fissi ai nuovi TV LCD ai lettori dvd e appunto decoder vari.


TEORIA E FUNZIONAMENTO


Normalmente sono tutti del tipo FLYBACK.

I sistemi flyback sono molto impiegati nei monitor e nelle televisioni, ove si impiegano circuiti
integrati studiati appositamente.




C'è un filtro (ma spesso no), un raddrizzatore, un condensatore da piu’ di
300V, un transistor switch bjt o mos che va in autoscillazione grazie ad una
rete rlc o rc, una rete di snubber, 2 induttori accoppiati (chiamato anche
"trasformatore" in gergo), un diodo fast o due, un condensatore da 105 gradi
elettrolitico .

Nelle versioni meno grezze ci sono 3 induttori accoppiati, l'uscita è
regolata da uno integrato shunt che comanda tramite un optoisolatore un
integrato controllore che controlla assorbimento, oscillazioni, dutycicle.
Integrato a sua volta alimentato da un diodo e un condensatore collegati al
terzo induttore.

In altre versioni c'è un integrato anonimo cha fa sia da oscillatore, che da
controllore che da transistor.


Quindi in totale possiamo trovare in commercio TRE differenti versioni.



Molto spesso sono la banale copia dello schema di applicazione tipica del
circuito integrato montato all' interno!

Nei TV della LG c'è l' integrato VIP er20, della nostra italiana ST Micro Electronics.



Funzionamento:





Quando il transistor va ON, la corrente scorre sul primario e si immagazzina energia nel
campo magnetico del trasformatore. Quando il transistor si spegne, il trasformatore tenta
di mantenere il flusso di corrente, quindi la tensione ai capi della bobina del primario si inverte in
segno, generando un impulso di tensione detto “back-EMF flyback”. Questo impulso viene
trasferito sul secondario, dove il diodo andrà in conduzione durante questo impulso alimentando il
carico e caricando il condensatore d’uscita. La tensione che si ottiene in uscita ha un valore che
dipende sia dal rapporto di spire tra primario e secondario, che dall’induttanza del primario, che dal
duty-cycle applicato al transistor.

I progettisti hanno il loro impegno nell’ottenere la configurazione migliore ai fini del funzionamento
e del rendimento.

A seconda della frequenza di funzionamento pochi o molti kHz variera’ a parita’ di AMPERE
Erogati la dimensione “fisica” e di ingombro totale del alimentatore !!!



ALCUNE NOTE SU VARI ASPETTI DEGLI ALIMENTATORI SWITCHING






1: per ridurre al minimo le perdite nel raddrizzamento della tensione alternata che si presenta
sul secondario, si usano diodi Schottky oppure, meglio ancora ove la situazione sia più estrema, i
diodi vengono sostituiti con dei MOSFET che vengono messi in conduzione o interdizione negli
istanti opportuni, pilotati da un circuito di controllo dedicato.

2: le frequenze usate nei convertitori switching sono dell’ordine di decine/centinaia di
kilohertz, in quanto a tali frequenze diviene utilizzabile la ferrite come nucleo dei trasformatori /
induttanze, le quali a loro volte saranno più piccole che non se si usassero frequenze di qualche
decina di hertz.

3: esistono anche gli alimentatori basati sul concetto di ZCS, zero-current-switching, in cui il
transistor commuta in condizioni di assenza di corrente in esso.

4: per controllare che la tensione d’uscita rimanga costante, si impiega di solito un
fotoaccoppiatore il cui diodo emettitore è acceso dalla tensione d’uscita, e il cui fototransistore va a
fornire la tensione di riferimento al piedino dedicato dell’integrato di controllo. Da notare che in
caso di alimentatore multitensione, solo la tensione più importante viene monitorata, mentre le altre
si presume che vadano bene....in quanto va bene la principale ! Negli alimentatori per computer ad
esempio si controlla e stabilizza la tensione di 5 volt, mentre i + e – 12 non sono stabilizzati: se li
misurerete, troverete sempre valori piuttosto “sballati”... da 11.6 a 12.5 volt.


5: gli alimentatori switching si prestano ad essere collegati in parallelo “brutale” purché le
tensioni in uscita siano regolate (di solito c’è un trimmer) perfettamente uguali.

6: alcuni alimentatori switching non lavorano se non hanno un carico minimo collegato
all’uscita. Ciò perché senza carico, la tensione raggiunge subito il picco massimo e i circuiti di
protezione da sovratensione intervengono bloccando il funzionamento. Spesso i costruttori
inseriscono una resistenza sull’uscita, che funge da carico minimo facendo restare in funzione
l’alimentatore anche senza carico esterno.



Ecco perche’ alcune volte provando con il tester in uscita NON c’e alcuna tensione ma

Alimentatore switching funziona !


Ecco passo-passo come procedere alla riparazione:







- verifica della continuita’ del fusibile o mini-fusibile in
SMD (ohm x 1)

- verifica diodi ingresso ( o ponte di Greatz) se presente il
220 V in alternata

- verifica uscita dai diodi raddrizzata ( 290 V o ? )

- verifica 2 elettrolitici sul 220V (2 “C” in rosso) o
altrimenti loro sostituzione.

- Verifica TUTTE le resistenze (siglate con “R”) in ohm x 1

- Sost. 2 Elettrolitici in uscita (siglati con “C” in blu)

Verifica Optoisolatore isolatore

- Verifica mini IC (o a seconda dei casi diodo Zener )

- Verifica MOSFET


NOTA BENE: Ovviamente lavorare e testare con la spina NON collegata al 220V !
Tranne nel SOLO caso della prova ingresso e uscita diodi !!!




CONSIGLI


Da quello che ho notato (e succede MOLTO spesso!) è che in questi decoder si
rompono e/o vanno in perdita facilmente i condensatori dello switching post-trasformatore,
in questo caso i 2 in basso a destra (con la C in blu). Si possono notare rigonfiamenti o
fuoriuscite di liquido. Magari sostituendoli con altri a basso ESR e magari mettendoci in
parallelo un poliestere da qualche centinaia di nF che si prenda cura delle alte frequenze
non gestite dall'elettrolitico il decoder riparte.


L'alimentatore ha in genere il solito "trasformatore" flyback.

In questo tipo di alimentatori, si ricavano tramite avvolgimenti o spire intermedie, anche 4-5 o
più tensioni. (specie negli alimentatori dei PC).

Perchè avvenga la regolazione è necessario un feedback in tensione.

Se il sovraccarico avviene proprio sulla tensione di feedback, il controllore switch, non "vede"
la tensione di regolazione, come risposta a questa situazione allunga la durata del duty del PWM,
che nulla potendo fare sulle tensioni in corto (o in sovraccarico), alza tutte le altre.

Da qui il comportamento che si alzano le altre TENSIONI in uscita !


In genere risolutivo e semplice: cambiare tutti elettrolitici !!!


Mentre se calano o spariscono una o piu’ TENSIONI in uscita:

Potrebbero essere difettosi o il diodo o il condensatore
elettrolitico dopo i diodi che alimentano le varie linee (12,5 e 3 volt).


Provare a staccare l'uscita dalla linea della tensione che manca o si
abbassa, se non cambia o cambia poco, provare a riattaccare le
altre uscite e vedere la differenza; probabilmente una delle due
linee e' retroazionata e il driver principale, non vedendola al giusto
livello perche' la linea e' in corto parziale o comunque troppo bassa,
tenta di compensare aumentando la frequenza di commutazione o
l'ampiezza, ma non ci riesce, e invece a causa di questo aumento si
alzano le altre.

Se staccando (per esempio) il 5V le altre tensioni sono giuste, significa
che sulla linea dei 5V, a valle c'e' qualcosa di difettoso.



CASISTICA GUASTI ALIMENTATORI SWITCHING


NOTA BENE: Anche il difetto più strano per il 90% dei casi è riconducibile ai capacitori.

Il loro nemico è funzionare al calore. Tale situazione è presente nella totalità degli switch,
che per ingombri e funzionalità si trovano in angoli non ventilati e vicinissimi a sorgenti di
calore.

Si deteriorano perciò sia quelli di ingresso che quelli di uscita.

Talvolta presentano una capacità così bassa (per il deterioramento nel tempo) che il ripple
elevato fa NON funzionare piu lo switching.


Si consiglia vivamente di usare il tipo a 105°C di temperatura di lavoro.



NON SI ACCENDE:

Se l'alimentatore non parte di solito sono quelli di ingresso.


CORRENTE O TENSIONE USCITA BASSE:

Se la corrente è bassa o la tensione è bassa, sono quelli di uscita.




ALTRI POSSIBILI GUASTI:


I MOSFET (siglati TR1 o Q1) difficilmente saltano, ma per provare il circuito in maniera
dinamica, inserire una lampada da 220V/60W in serie all'alimentazione primaria (sul 220v).

Si evita il botto e contemporaneamente dall'accensione della lampada si capisce come è messo l'alimentatore. In un alimentatore OK la lampada tende ad accendersi nella fase di in-rush dopo
di che o si spegne completamente o al limite presenta una minima luminescenza, che aumenta all'aumentare del carico di uscita.





Il Gate e’ connesso all’Optoisolatore o al Modulo PWM, mentre il Source in genere a massa
o tramite una resistenza a massa, e infine il Drain collegato al primario del trasformatore
principale.

I mosfet, generalmente, o vanno in corto tra drain (D) e (S) source (anche con il gate) oppure
presentano un assorbimento di gate. Se ne accorge perche la resistenza di gate (se presente) fa abbassare l'ampiezza del segnale di pilotaggio.

In un mosfet FUNZIONANTE, sul gate non circola corrente quindi il segnale prima e dopo
la resistenza è uguale (salvo il comportamento capacitivo del gate --> RC).



Un altro possibile guasto è il fusibile (del tipo cilindrico) di solito si mimetizza insieme
agli elettrolitici.

Il filtro di modo comune (che si interrompe in caso di sovratensione).

I 4 diodi sull’ingresso 220v dopo appunto tale filtro o il ponte a diodi (che se provati con un
tester dà OK ma a 220V vanno in dispersione), oppure a volte saltano i diodi o il ponte di
diodi, anche se raro !


Spero possa essere utile a qualcuno, saluti a voi che leggere
il mio BLOG.



Maggiori info, schemi elettrici, nozioni e teoria :

http://rodolfo-parisio.jimdo.com/


© IW2BSF – Rodolfo Parisio 2010


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