RIPARAZIONE TASTI TELECOMANDO TV 
le principali 2 cause del malfunzionamento dei tasti dei telcomandi TV, VCR, DVD e altro,
sono:


- Tasto sulla membrana in gomma che non fa' piu' contatto (minor spessore) o non usurato.

- Pasta conduttiva (in genere nera) sul circuito stampato del telecomando (verde o marrone)
usurato o interrotta.

Come procedere:

Per la Tastiera in gomma procurarsi un vecchio telecomando da buttare, tagliare un gommino
rotondo centrale (che e' quello che conduce e fa' contatto!) e incollarlo sulla tastiera con Attak!







Mentre se il problema risiede sul circuito stampato, bisogna munirsi di una discreta
manualita'.


L’Ideale sarebbe recuperare la famosa vernicetta conduttiva, ma di difficile reperibilita’
e che richiede un piccolissimo pennellino e un’ottima manualita’ !



Occorre:

- Saldatore max. 20-30 watt e punta molto fine

- Un pezzettino di filo elettrico molto sottile



Come si procede:

- Delicatamente con un caccivite a lama o forbicina far apparire le 2 piste che arrivano
al tasto (in genere sono in vernice verde o blu) in modo che appaiano color rame o
argento.

- saldare sulle 2 piste opportunamente PRIMA stagnate, 2 pezzettini di filo sottile.
Curvare i suddetti 2 fili (vedi foto sotto) in modo che creino 2 contatti equidistanti
facendo molta cura che non si tocchino e/o facciano cortocircuito tra loro!



Ecco invece come riparare il problema sul circuito stampato:







Per verificare che tutto sia perfettamente funzionante,con il solito TRUCCO della

fotocamera del cellulare, inquadrare il led IR e se premendo il tasto sul cellulare
si vede illuminare il led ir allora il tutto e' stato eseguito correttamente!




(c)IW2BSF RodolfParisio 2010



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RIPARAZIONE ALIMENTATORI SWITCHING TV - PC - CELL. - RTX 
Per la verifica e eventuale riparazione di un classico switching ( in
questo caso alimenta il decoder DTT della tele system) ma ormai omnipresenti
ovunque, dai caricatori dei cellulari, alimentatori dei computer sia portatili che
fissi ai nuovi TV LCD ai lettori dvd e appunto decoder vari.


TEORIA E FUNZIONAMENTO


Normalmente sono tutti del tipo FLYBACK.

I sistemi flyback sono molto impiegati nei monitor e nelle televisioni, ove si impiegano circuiti
integrati studiati appositamente.




C'è un filtro (ma spesso no), un raddrizzatore, un condensatore da piu’ di
300V, un transistor switch bjt o mos che va in autoscillazione grazie ad una
rete rlc o rc, una rete di snubber, 2 induttori accoppiati (chiamato anche
"trasformatore" in gergo), un diodo fast o due, un condensatore da 105 gradi
elettrolitico .

Nelle versioni meno grezze ci sono 3 induttori accoppiati, l'uscita è
regolata da uno integrato shunt che comanda tramite un optoisolatore un
integrato controllore che controlla assorbimento, oscillazioni, dutycicle.
Integrato a sua volta alimentato da un diodo e un condensatore collegati al
terzo induttore.

In altre versioni c'è un integrato anonimo cha fa sia da oscillatore, che da
controllore che da transistor.


Quindi in totale possiamo trovare in commercio TRE differenti versioni.



Molto spesso sono la banale copia dello schema di applicazione tipica del
circuito integrato montato all' interno!

Nei TV della LG c'è l' integrato VIP er20, della nostra italiana ST Micro Electronics.



Funzionamento:





Quando il transistor va ON, la corrente scorre sul primario e si immagazzina energia nel
campo magnetico del trasformatore. Quando il transistor si spegne, il trasformatore tenta
di mantenere il flusso di corrente, quindi la tensione ai capi della bobina del primario si inverte in
segno, generando un impulso di tensione detto “back-EMF flyback”. Questo impulso viene
trasferito sul secondario, dove il diodo andrà in conduzione durante questo impulso alimentando il
carico e caricando il condensatore d’uscita. La tensione che si ottiene in uscita ha un valore che
dipende sia dal rapporto di spire tra primario e secondario, che dall’induttanza del primario, che dal
duty-cycle applicato al transistor.

I progettisti hanno il loro impegno nell’ottenere la configurazione migliore ai fini del funzionamento
e del rendimento.

A seconda della frequenza di funzionamento pochi o molti kHz variera’ a parita’ di AMPERE
Erogati la dimensione “fisica” e di ingombro totale del alimentatore !!!



ALCUNE NOTE SU VARI ASPETTI DEGLI ALIMENTATORI SWITCHING






1: per ridurre al minimo le perdite nel raddrizzamento della tensione alternata che si presenta
sul secondario, si usano diodi Schottky oppure, meglio ancora ove la situazione sia più estrema, i
diodi vengono sostituiti con dei MOSFET che vengono messi in conduzione o interdizione negli
istanti opportuni, pilotati da un circuito di controllo dedicato.

2: le frequenze usate nei convertitori switching sono dell’ordine di decine/centinaia di
kilohertz, in quanto a tali frequenze diviene utilizzabile la ferrite come nucleo dei trasformatori /
induttanze, le quali a loro volte saranno più piccole che non se si usassero frequenze di qualche
decina di hertz.

3: esistono anche gli alimentatori basati sul concetto di ZCS, zero-current-switching, in cui il
transistor commuta in condizioni di assenza di corrente in esso.

4: per controllare che la tensione d’uscita rimanga costante, si impiega di solito un
fotoaccoppiatore il cui diodo emettitore è acceso dalla tensione d’uscita, e il cui fototransistore va a
fornire la tensione di riferimento al piedino dedicato dell’integrato di controllo. Da notare che in
caso di alimentatore multitensione, solo la tensione più importante viene monitorata, mentre le altre
si presume che vadano bene....in quanto va bene la principale ! Negli alimentatori per computer ad
esempio si controlla e stabilizza la tensione di 5 volt, mentre i + e – 12 non sono stabilizzati: se li
misurerete, troverete sempre valori piuttosto “sballati”... da 11.6 a 12.5 volt.


5: gli alimentatori switching si prestano ad essere collegati in parallelo “brutale” purché le
tensioni in uscita siano regolate (di solito c’è un trimmer) perfettamente uguali.

6: alcuni alimentatori switching non lavorano se non hanno un carico minimo collegato
all’uscita. Ciò perché senza carico, la tensione raggiunge subito il picco massimo e i circuiti di
protezione da sovratensione intervengono bloccando il funzionamento. Spesso i costruttori
inseriscono una resistenza sull’uscita, che funge da carico minimo facendo restare in funzione
l’alimentatore anche senza carico esterno.



Ecco perche’ alcune volte provando con il tester in uscita NON c’e alcuna tensione ma

Alimentatore switching funziona !


Ecco passo-passo come procedere alla riparazione:







- verifica della continuita’ del fusibile o mini-fusibile in
SMD (ohm x 1)

- verifica diodi ingresso ( o ponte di Greatz) se presente il
220 V in alternata

- verifica uscita dai diodi raddrizzata ( 290 V o ? )

- verifica 2 elettrolitici sul 220V (2 “C” in rosso) o
altrimenti loro sostituzione.

- Verifica TUTTE le resistenze (siglate con “R”) in ohm x 1

- Sost. 2 Elettrolitici in uscita (siglati con “C” in blu)

Verifica Optoisolatore isolatore

- Verifica mini IC (o a seconda dei casi diodo Zener )

- Verifica MOSFET


NOTA BENE: Ovviamente lavorare e testare con la spina NON collegata al 220V !
Tranne nel SOLO caso della prova ingresso e uscita diodi !!!




CONSIGLI


Da quello che ho notato (e succede MOLTO spesso!) è che in questi decoder si
rompono e/o vanno in perdita facilmente i condensatori dello switching post-trasformatore,
in questo caso i 2 in basso a destra (con la C in blu). Si possono notare rigonfiamenti o
fuoriuscite di liquido. Magari sostituendoli con altri a basso ESR e magari mettendoci in
parallelo un poliestere da qualche centinaia di nF che si prenda cura delle alte frequenze
non gestite dall'elettrolitico il decoder riparte.


L'alimentatore ha in genere il solito "trasformatore" flyback.

In questo tipo di alimentatori, si ricavano tramite avvolgimenti o spire intermedie, anche 4-5 o
più tensioni. (specie negli alimentatori dei PC).

Perchè avvenga la regolazione è necessario un feedback in tensione.

Se il sovraccarico avviene proprio sulla tensione di feedback, il controllore switch, non "vede"
la tensione di regolazione, come risposta a questa situazione allunga la durata del duty del PWM,
che nulla potendo fare sulle tensioni in corto (o in sovraccarico), alza tutte le altre.

Da qui il comportamento che si alzano le altre TENSIONI in uscita !


In genere risolutivo e semplice: cambiare tutti elettrolitici !!!


Mentre se calano o spariscono una o piu’ TENSIONI in uscita:

Potrebbero essere difettosi o il diodo o il condensatore
elettrolitico dopo i diodi che alimentano le varie linee (12,5 e 3 volt).


Provare a staccare l'uscita dalla linea della tensione che manca o si
abbassa, se non cambia o cambia poco, provare a riattaccare le
altre uscite e vedere la differenza; probabilmente una delle due
linee e' retroazionata e il driver principale, non vedendola al giusto
livello perche' la linea e' in corto parziale o comunque troppo bassa,
tenta di compensare aumentando la frequenza di commutazione o
l'ampiezza, ma non ci riesce, e invece a causa di questo aumento si
alzano le altre.

Se staccando (per esempio) il 5V le altre tensioni sono giuste, significa
che sulla linea dei 5V, a valle c'e' qualcosa di difettoso.



CASISTICA GUASTI ALIMENTATORI SWITCHING


NOTA BENE: Anche il difetto più strano per il 90% dei casi è riconducibile ai capacitori.

Il loro nemico è funzionare al calore. Tale situazione è presente nella totalità degli switch,
che per ingombri e funzionalità si trovano in angoli non ventilati e vicinissimi a sorgenti di
calore.

Si deteriorano perciò sia quelli di ingresso che quelli di uscita.

Talvolta presentano una capacità così bassa (per il deterioramento nel tempo) che il ripple
elevato fa NON funzionare piu lo switching.


Si consiglia vivamente di usare il tipo a 105°C di temperatura di lavoro.



NON SI ACCENDE:

Se l'alimentatore non parte di solito sono quelli di ingresso.


CORRENTE O TENSIONE USCITA BASSE:

Se la corrente è bassa o la tensione è bassa, sono quelli di uscita.




ALTRI POSSIBILI GUASTI:


I MOSFET (siglati TR1 o Q1) difficilmente saltano, ma per provare il circuito in maniera
dinamica, inserire una lampada da 220V/60W in serie all'alimentazione primaria (sul 220v).

Si evita il botto e contemporaneamente dall'accensione della lampada si capisce come è messo l'alimentatore. In un alimentatore OK la lampada tende ad accendersi nella fase di in-rush dopo
di che o si spegne completamente o al limite presenta una minima luminescenza, che aumenta all'aumentare del carico di uscita.





Il Gate e’ connesso all’Optoisolatore o al Modulo PWM, mentre il Source in genere a massa
o tramite una resistenza a massa, e infine il Drain collegato al primario del trasformatore
principale.

I mosfet, generalmente, o vanno in corto tra drain (D) e (S) source (anche con il gate) oppure
presentano un assorbimento di gate. Se ne accorge perche la resistenza di gate (se presente) fa abbassare l'ampiezza del segnale di pilotaggio.

In un mosfet FUNZIONANTE, sul gate non circola corrente quindi il segnale prima e dopo
la resistenza è uguale (salvo il comportamento capacitivo del gate --> RC).



Un altro possibile guasto è il fusibile (del tipo cilindrico) di solito si mimetizza insieme
agli elettrolitici.

Il filtro di modo comune (che si interrompe in caso di sovratensione).

I 4 diodi sull’ingresso 220v dopo appunto tale filtro o il ponte a diodi (che se provati con un
tester dà OK ma a 220V vanno in dispersione), oppure a volte saltano i diodi o il ponte di
diodi, anche se raro !


Spero possa essere utile a qualcuno, saluti a voi che leggere
il mio BLOG.



Maggiori info, schemi elettrici, nozioni e teoria :

http://rodolfo-parisio.jimdo.com/


© IW2BSF – Rodolfo Parisio 2010


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KENWOOD TM-732 NON SI ACCENDE. 
Difetto molto frequente su questo famoso e molto diffuso ricetrasmettitore bi-banda da mobile.

Causato o da sovratensioni (da chi come me usa alimetatori 12 Volt switching) oppure dalla

fuoriuscita di liquido da elettrolitici SMD (causa la vetusta’ del RTX che risale al lontano 1992 !)

che corrodono le piste del circuito stampato.







I PROBLEMI SONO QUINDI DI 2 TIPI:



- PRIMO: Fuoriuscita liquido e corrosione nel frontalino.

- SECONDO: Bruciatura Fusibile corpo base e bruciatura reg.tensione del frontalino.







RISOLUZIONE.



Per accedere allo stampato del corpo base, svitare le 4 viti poste nel coperchio superiore (lato spk!)

Verificare che sul cavo ci siano i 12 volt, e che sul Regolatore di tensione IC-211 ci siano in uscita

8 VOLT, in caso negativo come nel mio caso effettuare un ponticello (inserire anche un fusibile

in smd da 1 Ampere !). Nel mioc caso non riuscendo a verificare ne’ interruzione o del Fusibile

F201 o del transistor switch Q233 entrambi posti dietro allo stampato (grazie kenwood!!!) ho ap-

punto by-passato il tutto, facendo questo ponte visibile nella foto tra il + 12 V e ingresso del rego-

latore 8 volt.





foto della riparazione:





SMONTAGGIO E RIPARAZIONE FRONTALINO DISPLAY LCD.



Prima sbloccare il frontalino con apposito tasto laterale, aprire lo sportellino posteriore 17 e staccare il

Cavetto di collegamento W2 dal frontalino, NON SMONTARE LE MANOPOLE E LE VARIE GHIERE,

aprire il frontalino svitando le 2 piccole viti a croce siglate H , allontanare il guscio 8 dal guscio 7 e estrarre

il circuito stampato del dispaly LCD (siglato 16).







Per accedere al integrato da cambiare staccare il display aprendo le 4 linguette metalliche che fissano appunto

LCD dal cs !











Verificare che sul PIN 4 del connettore bianco piccolino ci sia il + 12 v, e che ci sia la continuita’ delle varie

Piste e esattamente tra:


- Pin 4 e 12 volt presenti sul ingresso del regolatore IC-1

- IC-1 che dia in uscita 5 Volt

- Condensatore C8 (smd) che sia intergo e che non abbia corroso le piste del CS .


- continuita’ tra uscita 5 volt (IC-1) allo switch 1 ( tasto POWER)

- continuita’ tra switch 1 e CPU

- continuita’ tra IC1 e ingresso RESET della CPU IC-4


Ho risolto sost. C8 esploso, IC-1 distrutto e NON avendo questo 78LR05BFA , ma solo un normalissimo

E misero 78L05 ho dovuto creare (vedi foto) con un altro integratino smd un reset per la CPU ic-4.






Credo di aver focalizzato TUTTi i possibili problemi e spero di essere stato utile a qualcuno. Sono a

Disposizione per dubbi e/o chiarimenti.





© IW2BSF - Rodolfo Parisio - 2009













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UN PO' DI STORIA: IL TOWER 5 TRANSITOR 

UN MITO DEGLI ANNI '60-70 IL TOWER 5.





Transistor usati:


2SA221

corrispondenti del epoca:

AF125 - OC614

Utilizzato per : Radio/TV-reception etc. ( Max. 55 MHz AM)
Descrizione: PNP germanio
USO: RF - diffused high-frequency transistor intended as shortwave band mixer / oscillator.
Sanyo



2SB186

Corrispondenti del epoca:

AC122 –AC126 - AC151
Utilizzato per: Radio/TV-reception ecc.
Descrizione: PNP germanio
USO: BF - alloy transistor intended as AF amplifier
Sanyo


2SB172
Corrispondenti del epoca:

AC125 -AC151
Utilizzato per: BF - Radio/TV-reception etc.
Descrizione: PNP Germanio
Form/Case: TO-1

Manufactured by Matsushita


Case TO-1 :





PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO


RICEZIONE





TRASMISSIONE






EVOLUZIONE NEGLI ANNI....





Notare le differenze di dimensioni, dal Tower a
1 solo canale , al ultimo bi-banda (LPD e PWR)
con 30 canali, display lcd e anche vox.



(c) IW2BSF - Rodolfo Parisio 2009


Articolo completo e piu' leggibile sul mio sito web !

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John GELOSO e la "famosa" casa Geloso ! 
JHON GELOSO





Viene trattata la storia e le realizzazioni dell'ing.John Geloso, che ave-
va a suo attivo numerosi brevetti avvenieristici per l'epoca, ricordiamolo
tra l'altro come sperimentatore delle prime trasmissioni televisive ; e fu
attivamente presente sul mercato italiano e estero.







GLI INIZI.

L'ing.Giovanni Geloso nacque il 10 gennaio 1901 in Argentina, dove i suoi
genitori si erano temporaneamente trasferiti dal Piemonte. Nel 1904 la fa-
miglia fece ritorno in Patria stabilendosi a Savona dove Egli compi gli
studi all'Istituto Nautico. Con metodo e costanza, doti che resteranno Sue
basilari, applicandosi agli studi, cerco' di tradurre in pratica quanto
andava imparando. E' adolescente e mentre studia e insegna, lavora come
operatore cinematografico nell'azienda paterna e si dedica allo studio del
la musica, di cui sara'per tutta la vita un appassionato cultore ed esecu-
tore, associando abilita' tecnica e sensibilita ' artistica. Dimostra una
particolare e precoce inclinazione per le scienze matematiche, per il dise
gno tecnico, per la meccanica e l'elettrotecnica in particolare. Appena
terminati gli studi apre un'officina elettromeccanica, divenuta in breve
una piccola fabbrica, e produce apparecchiature in base a propri brevetti.

Malgrado i tempi estremamente difficili per la crisi economica del dopogu-
erra e l'inesistenza di industrie collaterali, questa iniziativa, che tro-
va forza nella Sua vocazione, nel lavoro e nella Sua volonta', si afferma
raggiungendo una considerevole stabilita' economica. Lascera' poi questa
azienda ormai consolidata, per orizzonti piu' ampi di lavoro e ricerca di
cui sente la necessita'. E il richiamo gli viene dal paese allora tecnica-
mente piu' progredito e che sembra piu' adatto a soddisfare le Sue aspira-
zioni: gli Stati Uniti. Lascio' l'Italia nel 1920 portando con se' come
unico capitale il proprio ingegno. Con i soli propri mezzi, giovanissimo
e sconisciuto, senza appoggio di sorta ne' conoscenze, usando l'esperienza
acquisita, riesce in meno di due anni ad inserirsi in una attivita' confo-
rme alle proprie capacita'. Entra alla PILOT ELECTRIC MANUFACTURING COMPA-
NY di New York il cui presidente, Mr.Isidor Goldberg, ne intuisce le qua-
lita' e lo apprezza come collaboratore geniale e infaticabile. Si laurea
ingegnere elettronico alla Cooper Square University. E nel 1925, si unis-
ce in matrimonio con la signora Franca che sara' la compagna di tutta la
vita e ne condividera' intensamente il lavoro. Con il passare del tempo
viene nominato -ingegnere capo- della PILOT e tutti i problemi che in quel
periodo sorgono per lo sviluppo delle radiofonia,(ad esempio: l'alimentazi
one in corrente alternata dei radioricevitori, il comando unico degli ap-
parati a cambiamento di frequenza, il perfezionamento dei mezzi di ripro-
duzione acustica ed altri), passano sul Suo tavolo di lavoro e vengono da
lui brillantemente risolti. In questo modo, Egli, alla PILOT, puo esprime-
re la sua personalita' ed insieme tradurre in cose concrete la genialita'
progettando e realizzando componenti ed apparecchi che danno prestigio al-
la azienda e a Lui personalmente, sia negli USA come nel resto del mondo.


A questi apparecchi da',attraverso ogni suo disegno,la propria personalis-
sima impronta: l'espressione di uno stile che in breve diverra' noto e fa-
miliare a tutti i cultori della radio. Sempre negli Stati Uniti lego' il
Suo nome ad un avvenimento straordinario per i tempi: nel 1928 realizza
con apparecchi da lui progettati e costruiti dalla PILOT, la prima serie
di trasmissioni sperimentali televisive in America e nel mondo. Numerosi
giornali americani del tempo commentarono l'avvenimento, vedi il Corriere
della Metropoli che riporta i suoi esperimenti o il New York Evening Jour-
nal che lo ritrae con due Sue fotografie in prima pagina. Intanto, mentre
pochi studiosi,ne stanno affrontando i problemi e si parla di televisione
come di una remota possibilita' avvenire, a soli 27 anni l' ing. Geloso ne
dimostra la possibilita' e sperimentando in via pratica un sistema per re-
alizzarla, traccia una strada. Si tratta di un sistema che oggi si defini-
rebbe puonieristico e che utilizza sia in trasmissione che in ricezione
un disco di Nipkow a 44 fori e 15 immagini al secondo. Per la conseguente
video-frequenza molto bassa, la trasmissione puo' effettuarsi sulle norma-
li onde medie. Le trasmissioni avvengono fra New Jersey e la Philosophy
Hall della New York University dove sono presenti numerosi scienziati e
tecnici di chiara fama, tra i quali Lee de Forest, Hugo Gernsback ed altri
personaggi oggi famosi che appartengono alla storia delle radio. Il risul-
tato e' clamoroso, sia per il mondo tecnico che per il pubblico ed i gior-
nali danno ampio rilievo all'avvenimento; l'ing.Geloso pero' non considera
soddisfacente la soluzione sotto il profilo tecnico. Ritiene infatti che
l'esperimento sia solo un primo passo di una lunga serie di perfezionamen-
ti in un campo che si era appena aperto e che avrebbe avuto un grande av-
venire. Continuo' quindi a dedicarsi ai problemi della radiofonia ai quali
diede sempre soluzioni di estema semplicita'ed originalita': meta questa
che ha caratterizzato tutta la Sua esistenza.







LA FONDAZIONE DELLA GELOSO S.A.

Nel 1931, nonostante le molte brillanti affermazioni avute negli Stati Uni
ti, decise di rimpatriare e di avviare un'iniziativa industriale propria.
In questo stesso anno fondo' la JOHN GELOSO S.A. in una modestissima sede
in Milano -via Sebenico,7- iniziandovi la costruzione di materiale per ra-
dioricevitori e per amplificatori. L'industria in questo campo,a quel tem-
po nel nostro paese era appena nascente; la costruzione di radioricevitori
ed amplificatori era, in effetti, affidata all'entusiasmo di pochi appassi
onati. Per essi Egli creo' apposite "SCATOLE DI MONTAGGIO" (precursone de-
gli attuali kit), che raccoglievano tutti i componenti e le parti necessa-
rie per le realizzare un completo apparecchio e che rappresentarono un pas
so molto importante per la formazione professionale teorica e pratica di
successive generazioni di tecnici. Progetto' anche le macchine avvolgitri-
ci per trasformatori e bobine e ne curo'la realizzazione, creando cosi'gli
strumenti indispensabili per una lavorazione industriale che l'industria
nazionale, non era in grado di fornire. Proprio ad allora risale la prima
pubblicazione del famosissimo "BOLLETTINO TECNICO GELOSO" (distribuito gra
tuitamente in centinaia di copie), attraverso il quale Egli forniva ai ra-
diomontatori, ai tecnici e ai radioamatori, un valido strumento formativo
e di studio e di carattere generale, rendendo al tempo stesso pubbliche
tutte le notizie, i dettagli tecnici e circuitali dei prodotti della Sua
industria, ed i suggerimenti per le varie utilizzazioni dei medesimi. La
dote peculiare dell'ing.Geloso di rendere semplici anche le cose piu' dif-
ficili attraverso il Suo chiaro e essenziale modo di insegnare gia' ampia-
mente provato, ebbe per questa via modo di volgersi a beneficio di una vas
ta categoria di tecnici od aspiranti tali, i quali si formarono cosi' nel-
ambito di quella che si pote' configurarsi con una grande famiglia. Nel
1932 la Sua industria va'sempre piu' ingrandendosi e trasferisce la sede
in viale Brenta 18, dove i locali vengono via via ampliati per fare fronte
alle maggiori esigenze di spazio della produzione. Inizia nel 1934 la pro-
duzione industriale dei condensatori elettrolitici, che vengono continuame
nte perfezionati allo scopo di ridurre gli ingombri, ridurre la corrente
di dispersione e l'angolo di perdita (a titolo di esempio,la serie 2900,la
cui produzione venne iniziata nel 1939, segno' un vero progresso tecnico
nel campo delle capacita' elettrolitiche, e con alcune modifiche venne pro
dotta fino al 1965 circa. Nel 1936 venne impiantato un apposito laborato-
rio per la coltura dei sali di "Seignette" ed un reparto specializzato per
la lavorazione. Questo permise di porre per primi sul mercato italiano,qua
si contemporaneamente ad altre case costruttrici nel mondo, microfoni e
pick-up piezoelettrici che subito si diffusero, incontrando ottima accogli
enza da tecnici e amatori. Sempre nel 1936, l'ing.Geloso introdusse per
primo nella tecnica costruttiva radiofonica i Gruppi ad Alta Frequenza pre
tarati, che unitamente ai trasformatori di media frequenza ed al condensa-
tore variabile,costituiscono la parte piu' delicata di un radioricevitore.

Nel 1939 la sede centrale della Geloso si trasferisce nel grande stabilime
nto di viale Brenta 29, su di un'area di oltre 17.000 mq. Scoppia la guer-
ra, e la Marina Militare Italiana trova nell'ing.Geloso il tecnico che ri-
solve sempre in modo geniale i numerosi ed essenziali problemi relativi
alle telecomunicazioni, ai sistemi di localizzazione elettroacustica del
naviglio in immersione ed in superficie, alle comunicazioni a viva voce
tra comando e reaprti operativi su sommergibili e navi, nonche' altre ap-
plicazioni tecniche. Mancano le materie prime, per esempio il rame, ed al-
lora Egli si dedica collateralmente allo sfruttamento di una miniera nei
pressi di Levanto, traendone il metallo per la produzione dei fili rivesti
ti e di quelli smaltati, che produce in un apposito impianto di trafileria
e smaltatura dotato di macchine automatiche a ciclo continuo da Lui proget
tate e realizzate, le quali rappresentano in questo campo un anticipo dei
tempi.

Alla fine delle guerra la Geloso si ingrandisce ancora, indirizzando la
sua produzione esclusivamente a fini di pace: continua la ormai tradiziona
le produzione di componenti e scatole di montaggio, ma presenta anche ap-
parecchi finiti. Sorgono gli stabilimenti di Lodi, Napoli, Salerno e Roma
ciascuno con un proprio settore di specializzazione. Nel frattempo l'ing.
Geloso viene designato quale esperto del nostro paese nella commissione
Tecnica della NATO, dove per lunghi anni presta disinteressata, efficiente
e competente attivita',facendo valere idee e consigli che incontrano l'ap-
prezzamento di tutti ed in particolare dei tecnici americani, pur essendo
la tecnica statunitense di gran lunga piu' avanzata di quella europea.

Nel settembre del 1949 iniziano le prime trasmissioni televisivi sperimen-
tali e la Geloso e' all'avanguardia, presentando un prototipo il GTV 1001
che, successivamente perfezionato, le consente nel 1952 (data di inizio
del regolare servizio commerciale televisivo) di essere tra i primi costr-
uttori sul mercato. Costruisce tutta la serie dei componenti ( gioghi di
di deflessione, trasformatori di riga, bobine ecc.) che vengono adottati
da buona parte delle industrie nazionali e con una impostazione originale,
un'altra volta destinata a preparare i tecnici del domani, basa la costru-
zione dei suoi televisori su telaietti premontati e pretarati per le varie
sezioni (media frequenza, suono, sincronismo ecc.).

Particolare attenzione l'ing.Geloso ha rivolto da sempre, personalmente,
alla amplificazione e diffusione del suono, costantemente ponendo a dispo-
sizione dei consumatori apparecchiature di alta qaulita' a basso prezzo!
Venivano infatti commercializzati amplificatori, altoparlanti, trombe espo
nenziali, microfoni ecc. E' suo il merito della diffusione "popolare" del
registratore magnetico, dapprima a filo e poi a nastro (ricordiamo il fa-
moso G 255 costruito in quasi quattrocentomila esemplari dal 1949 al 1956)










LA SUA ATTIVITA'RADIANTISTICA.

L'ing. Geloso tra le sue tante attivita'trovava il tempo per dedicarsi an-
che all'attivita'radiantistica, trasmettendo con il glorioso call di I1JGM
ed e' con questo nominativo che il 15 giugno 1951 ottenne il diploma IARU
"W A C" (Worked All Continents)in fonia, con il tx Geloso G 210TR (10 val-
vole, 5 gamme, fonia e grafia). I collegamenti relativi a questo WAC furo-
no con: W6CHY per America sett. LU5AQ per America merid. TA3FAS per l'Asia
OH6OM per l'Europa ZS1KY per l'Africa e infine VK4RT per l'Australia; dimo
strando in questo modo, se ven'era bisogno, la validita' degli apparati
da lui progettati e costruiti.


L'attivita' di Radioamatore dell'ing.Geloso ebbe come conseguenza, sul pi-
ano industriale e relizzativo, lo studio e la costruzione di ricevitori
e trasmettitori per le gamme radiantistiche, vedi il G 209 R ricevitore
e il G 212 trasmettitore per onde corte; le famosissime linee "G", compos-
te da TX/RX separati ad esempio il G 222 TR 75 Watt in AM ( che montava le
gloriose 807 ) o il ricevitore il G 4/214 fino all'ultimo che vide la luce
il G 4/216 mk III. Anche in questo campo la Geloso proponeva i gruppi pilo
ta (VFO) e altri parti staccate con le quali numerosissimi radioamatori
in tutto il mondo hanno realizzato la propria stazione ricevente-trasmit-
tente: la Geloso era nel gergo dei radioamatori di allora usato nelle loro
QSO in onde corte, "LA NOTA CASA" per antonomasia ! (Linea G nel 1968).


Nell'aprile del 1968 ha la soddisfazione di vedere apprezzati ed ammirati
dal pubblico e dai tecnici, in occasione della Fiera Campionaria e della
Mostra della Radio e Televisione di Milano, i ricevitori per televisione
a colori il cui studio era stato iniziato da vari anni ed aveva avuto come
risultato l'elaborazione di circuiti presentanti alcune soluzioni del tut-
to originali. Questo nuovo settore di attivita' aveva richiesti investime-
nti ed impegno notevoli ed era da Lui costantemente seguito con passione
ed interesse. Vengono costituite filiali ed agenzie nelle principali citta
d'Italia mentre all'estero sorge una fitta rete di distributori esclusivi
che coprivano ben 60 nazioni in tutto il mondo. Cosi' i prodotti Geloso
si diffondono nel mondo facendo conoscere il nostro paese come nazione in-
dustriale nei luoghi piu' remoti. La Geloso era presente alle maggiori ras
segne industriali ed elettroniche. Sorgono attorno alla Geloso anche picco
le e medie industrie che vivranno e prospereranno producendo esclusivamen-
te per il suo fabbisogno.

L'ing.Geloso, come sempre, e' collaboratore tra i suoi collaboratori, ed
il lavoro costituisce la naturale ed ordinata esplicazione di se' stesso.
Per il lavoro le ore del giorno non sono mai sufficienti, anche perche'la-
vorare rappresenta per Lui un continuo interessamento verso l' evoluzione
del mondo tecnico. Infatti sino a notte alta, come Sua abitudine sin dagli
anni giovanili, nel Suo studio, progetta, calcola e disegna i nuovi prodot
ti sotto il profilo tecnico ed estetico, determinando la distribuzione del
lavoro ai suoi collaboratori, da svilupparsi ai fini di alimentare il fu-
turo lavoro dell'industria.







L'EPILOGO.

L'ing. John Geloso possedeva una grandissima personalita', peraltro co-
si' schiva di ogni manifestazione esteriore ed impregnata della naturale
modestia e semplicita', quella propria degli uomini maggiormente dotati
sul piano intelettuale e morale.

Sono anche queste qualita' che lo portano
a comprendere e a tenere in grande considerazione tutti i dipendenti, cui
cercava di riservare un trattamento sempre migliore; cio'non per considera
zioni utilitaristiche, ma piuttosto per coerenza, per pratica di vita.
Giunge cosi' l'estate del 1968 ed il male che si manifesta improvviso lo
mina nel fisico; Egli, pur consapevole, con suprema forza d'animo e con
sempre uguale apertura di vita, agisce come se nulla dovesse accadere e
continua l'abituale vita di lavoro, fino alla sua triste scomparsa.


Malgrado i numerosi brevetti avvenieristici per l'epoca e la presenza ormai
attiva sul mercato italiano e estero, la Geloso risentiva gia' pero' della
incalzante concorrenza giapponese, e non ricevendo aiuti governativi, a
poco a poco inizio'a licenziare maestranze,chiudere le sue varie fabbriche,
fino a che scomparve definitivamente dalla scena.




Bibliografia:

Bollettini tecnici Geloso - Geloso S.P.A.
Varie info da Luciano IW1PUE



(c) IW2BSF Rodolfo Parisio


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