La legge che segue cambia il contenuto dell'articolo 74 del D.L. 196 / 2003 (privacy).


LEGGE 29 luglio 2010, n. 120

Disposizioni in materia di sicurezza stradale. (10G0145) (GU n.175 del 29-7-2010 - Suppl. Ordinario n. 171) Testo in vigore dal: 13-8-2010

Art. 58.

(Modifiche all'articolo 74 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, concernente contrassegni su veicoli a servizio di persone invalide)

1. All'articolo 74 del codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, le parole: «di simboli o diciture dai quali puo' desumersi la speciale natura dell'autorizzazione per effetto della sola visione del contrassegno» sono sostituite dalle seguenti: «di diciture dalle quali puo' essere individuata la persona fisica interessata»;
b) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. Per fini di cui al comma 1, le generalita' e l'indirizzo della persona fisica interessata sono riportati sui contrassegni con modalita' che non consentono la loro diretta visibilita' se non in caso di richiesta di esibizione o di necessita' di accertamento».

Note all'articolo 58.
Si riporta il testo dell'articolo 74 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, come modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120:
"74. Contrassegni su veicoli e accessi a centri storici.
1. I contrassegni rilasciati a qualunque titolo per la circolazione e la sosta di veicoli a servizio di persone invalide, ovvero per il transito e la sosta in zone a traffico limitato, e che devono essere esposti su veicoli, contengono i soli dati indispensabili ad individuare l'autorizzazione rilasciata e senza l'apposizione di diciture dalle quali puo' essere individuata la persona fisica interessata.
2. Per fini di cui al comma 1, le generalita' e l'indirizzo della persona fisica interessata sono riportati sui contrassegni con modalita' che non consentono la loro diretta visibilita' se non in caso di richiesta di esibizione o di necessita' di accertamento.
3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di fissazione a qualunque titolo di un obbligo di esposizione sui veicoli di copia del libretto di circolazione o di altro documento.
4. Per il trattamento dei dati raccolti mediante impianti per la rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici ed alle zone a traffico limitato continuano, altresi', ad applicarsi le disposizioni del Decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250.".


Quindi, la nuova formulazione dell' art. 74 apre le porte alla raccomandazione del Consiglio dell’Unione Europea del 4 giugno 1998 su un contrassegno di parcheggio per disabili (98/376/CE),  che tende ad unificare la forma fisica dei contrassegni invalidi in tutti gli stati membri.

Infine, esiste un conflitto di competenza. Stabilire la forma fisica del contrassegno invalidi compete al Ministero delle Infrastrutture, che però non ha emanato alcun provvedimento legislativo che modifichi il "vecchio" contrassegno invalidi (malgrado l'articolo 74 sia diventato legge dal 2003, come modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120).

Alcuni comuni Italiani, hanno impropriamente emesso dei contrassegni invalidi anonimi "fuori norma", in quanto, tale competenza spetta esclusivamente al Ministero della Infrastrutture.
In conclusione: oggi l'unico contrassegno valido in Italia (e che quindi ogni comune italiano deve emettere e non in forma anonima) è quello previsto dall'art. 381 del regolamento del codice della strada.



Finalmente, dopo 14 anni di attesa...

In data 25 maggio 2012, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha approvato in via definitiva uno schema di DPR (Decreto del Presidente della Repubblica), dopo il parere favorevole del Consiglio di Stato, provvedimento di
modifiche dell'art. 381 «del regolamento di esecuzione del Codice della strada», che prevede «l’adozione di un modello unico di contrassegno per i disabili conforme al modello comunitario, che garantisca adeguatamente la riservatezza degli interessati. La normativa risponde all’attesa delle principali associazioni delle categorie tutelate» Quindi la raccomandazione del Consiglio Europeo (04/06/1998) n° 98/376/CE sul Contrassegno Europeo di parcheggio per Disabili è stata finalmente recepita dall'Italia. (la fonte è un comunicato proveniente dallo stesso Consiglio dei Ministri).

Con l’adozione del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (Cude), la persona disabile può circolare e veder riconosciuti i suoi diritti non solo se viaggia in auto per l’Europa, ma anche se circola o sosta in altri Comuni italiani.

Fino al 25 maggio 2012 il rilascio del Contrassegno era demandato ai Comuni di residenza e ognuno aveva le sue regole: tante erano state le segnalazioni di persone disabili multate, benché munite di contrassegno, in Zone a traffico limitato o in parcheggi riservati di altre città.

Il 30 luglio 2012 il Presidente della Repubblica ha firmato il Decreto sul cosiddetto “CUDE” (Contrassegno Unificato Disabili Europei), che finalmente – dopo tanti anni di “battaglie”, porterà anche i Cittadini italiani con disabilità a utilizzare il contrassegno azzurro valido in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Dal 15 settembre 2012 entra in vigore il Decreto del Presidente della Repubblica n. 151 del 30 luglio 2012 (GU n. 203 del 31-8-2012 ) che prevede l’introduzione in Italia del contrassegno invalidi europeo e la corrispondente modifica della segnaletica stradale.


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A mio modesto parere il divieto d’accesso "nelle aree pedonali urbane", dei mezzi con contrassegno Handicap è in contrasto e in violazione degli artt. 11 e 12 del DPR 503/96, inoltre 3 e 188 del D.Lgs. 285/92 e dal soppresso Decreto del Presidente della Repubblica n. 384 del 27 aprile 1978, inoltre non rispetta quanto previsto dagli Artt. 2, 3 e 16 della Costituzione della Repubblica Italiana.
La delibera del Comune di Bologna sembra violi anche la Legge 5 febbraio 1992, n. 104 sulla disabilita'.

Con la sentenza 719/08, la Corte di Cassazione ha ribadito la piena validità del contrassegno, purchè regolarmente esposto sulla parte anteriore del veicolo al servizio del disabile in tutto il territorio nazionale, affinchè i veicoli con a bordo il disabile titolare della speciale autorizzazione possano liberamente circolare nelle ZTL e perfino nelle aree pedonali alle quali sia consentito l'accesso anche a una sola categoria di veicoli in servizio di pubblica utilità.

Art. 46. Nozione di veicolo.
"Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile 1992 n. 285 e successive modificazioni.

TITOLO III - DEI VEICOLI

Capo I - DEI VEICOLI IN GENERALE

Art. 46. Nozione di veicolo.

1. Ai fini delle norme del presente codice, si intendono per veicoli tutte le macchine di qualsiasi specie, che circolano sulle strade guidate dall'uomo. Non rientrano nella definizione di veicolo:
a) le macchine per uso di bambini, le cui caratteristiche non superano i limiti stabiliti dal regolamento;
b) le macchine per uso di invalidi, rientranti tra gli ausili medici secondo le vigenti disposizioni comunitarie, anche se asservite da motore.(1)

(1) Articolo modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).

Legge 29 luglio 2010, n.120
"Disposizioni in materia di sicurezza stradale".

Circolare 12 agosto 2010
Legge 29 luglio 2010, n.120, recante "Disposizioni in materia di sicurezza stradale".
Modifiche al Codice della Strada, in vigore dal 13 agosto 2010.

12. 6. 98 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee L 167/25
CONSIGLIO RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
del 4 giugno 1998 su un contrassegno di parcheggio per disabili

FACILITAZIONI PER LA CIRCOLAZIONE E LA SOSTA DEI VEICOLI AL SERVIZIO DEGLI INVALIDI - CONTRASSEGNO INVALIDI

Circolare Ministeriale - Ministero dei Lavori Pubblici - 13 giugno 1983, n. 1030

Pedonalizzazioni, disabili e legalità

Il divieto d'accesso "nelle aree pedonali urbane", dei mezzi con contrassegno Handicap
e' in contrasto e in violazione di molte norme e leggi

Gruppo  su facebook - Bologna: Piu' penalizzati che pedonalizzati

Bologna: Consulta per il superamento dell'handicap